Voto per posta, Trump vuole anticipare il primo confronto con Biden


In considerazione del fatto che gli elettori che dovranno votare per posta lo farebbero prima del primo dibattito previsto tra i candidati alla presidenza Trump ha chiesto di anticipare il primo confronto con Biden.

All’avviso di Trump gli elettori devono poter avere tutti gli elementi per decidere e i politici lavorano per i cittadini e devono mettersi a loro disposizione. In sostanza considera il dibattito un servizio pubblico dovuto al popolo americano.

Come saprete Biden è stato sconsigliato di partecipare ad un corpo a corpo con Trump, ma Sleepy Joe difficilmente potrà sottrarvisi.

Ora considerando la rapidità del deterioramento delle sue capacità cognitive anticiparne i tempi potrebbe essere un persino vantaggio, diciamo.

Nel frattempo non so per quanto ancora i media riusciranno ad ignorare una situazione che si fa sempre più imbarazzante, mi domando perché i suoi familiari non lo proteggano da quello che sempre di più è un abuso su un anziano compiuto da un DNC senza scrupoli.

Oggettivamente ogni volta che il povero Joe appare in tv collegato dal suo sottoscala è un disastro tra gaffe, frasi senza senso, dichiarazioni avventate di cui si pente e via dicendo. E questo nonostante le domande morbide e giornalisti super accomodanti che mai gli chiedono dei suoi rapporti con Cina, Ucraina e bambini.

Ieri per esempio ha detto di non aver bisogno di sottoporsi al test cognitivo chiedendo al giornalista di colore se lui si sottoponesse al test per la cocaina prima di andare in onda, lo ha chiamato “Junkie”, poi rideva da solo lasciando frasi a metà.

Oggi invece ha fatto una dichiarazione chiaramente razzista riferendosi alle comunità afro e latino americane, una frase nemmeno equivoca dove si evince chiaramente come consideri i neri parte della sua piantagione al contrario dei latinos invece un po’ più difficili da domare.

Se non fosse il prototipo di un aspirante presidente marionetta nella mani del deep state Biden non sarebbe arrivato alla nomination, questo è certo.

Come è certo che senza le protezioni di cui ora gode se fosse un incontro pugilistico il dibattito con Trump non raggiungerebbe i tre round. Non vedo l’ora.

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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