Colleghiamo i puntini e capiremo l’impennata dei contagi da Covid-19…


Per la prima volta dopo anni, ho comprato la mitica “Settimana enigmistica” e, sfogliandola, ritrovo il famoso giochino “La pista cifrata”. Non è richiesta alcuna abilità particolare, se non quella di collegare i puntini i modo sequenziale. Se lo si fa in modo corretto, alla fine apparirà un’immagine.

In fondo, mia figlia promossa in seconda elementare, sul libro delle vacanze trova spesso esercizi di questo tipo, che abituano i bambini a mettere le cose in fila secondo il loro ordine (numerico, temporale, logico). Non è quindi così banale come potrebbe inizialmente apparire.

Ho pensato quindi di collegare i puntini seguendo in ordine cronologico la notizia dell’impennata dei contagi da Covid19 in Sicilia

 

e delle conseguenze che ne sono derivate in pochi giorni.

Primo puntino. Dall’inizio dell’estate, in un crescendo sospetto, la stampa nazionale e locale prepara il terreno: la seconda ondata partirà dal sud a causa della sconsiderata condotta dei giovani, che vanno in vacanza all’estero (importando il virus), non rinunciano alla movida estiva, sono incuranti del distanziamento e refrattari all’uso delle mascherine (nonostante la vasta campagna che spinge all’acquisto di quelle più “trendy”). Uno per tutti il titolo di Repubblica “Covid, Sicilia con il più alto indice di contagio. Ora è allarme movida”.

Secondo puntino. Da luglio si susseguono gli sbarchi ed in particolare a fine mese con l’ennesima nave carica di immigranti, ben 71 risultano positivi al temutissimo virus.

Terzo puntino. Il 12 agosto, tutta la stampa locale e nazionale, a reti unificate e con titoloni allarmistici, riferisce che è di 89 attuali positivi il dato aggiornato dal Ministero della Salute. Solo alcuni riportano che, di questi, 71 sono extracomunitari. Quindi, sulla base di un dato netto di 18 nuovi contagi, la Sicilia diventa la prima regione italiana per numero di positivi.

Quarto puntino. Sebbene la regione, su una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, abbia un totale di 538 positivi (di cui 488 in isolamento domiciliare, 44 ricoverati con sintomi e 6 in terapia intensiva), quindi presenti un quadro più che gestibile e fisiologico nella fase di convivenza con il virus, tanto basta perché la macchina della politica attivi il suo apparato emergenziale: prima il presidente della Regione siciliana e, a seguire, i diversi sindaci, prefetti e forze dell’ordine.

Con ordinanza n. 31 del 9 agosto 2020, il Presidente Musumeci – considerando “che l’attuale andamento epidemiologico tra la popolazione migrante sbarcata sulle coste siciliane evidenzia, rispetto al totale dei soggetti interessati, una percentuale di positivi più alta rispetto alla media nazionale e molto più alta della media regionale, con l’effetto che può ritenersi che tale circostanza sia determinata in larga parte dalla promiscuità dei luoghi di partenza e di accoglienza degli stessi migranti” – dispone una serie di misure rivolte alle procedure di accoglienza, nel caso specifico: divieto di realizzare tensostrutture, individuazione dei centri di accoglienza per la quarantena da parte dell’autorità nazionale e, infine, obbligo di tampone. Bene.

Ma la stessa ordinanza, nei primi articoli, impone “misure di contenimento del contagio per sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e di intrattenimento danzante”, insomma, per farla breve, sono vietate “tutte le attività esercitate al chiuso in sale da ballo, discoteche e locali assimilati (…) “anche se l’attività di ballo è offerta dagli esercenti l’attività di ristorazione, somministrazione di bevande, pizzerie, lidi ed ulteriori esercizi commerciali”.

La palla poi passa ai Sindaci, che “con propria ordinanza, hanno il potere di inibire l’esercizio di ciascuna attività in caso di mancato rispetto delle richiamate prescrizioni e fino al loro ripristino”.

Il modo migliore per rendere efficace il giro di vite nei confronti di giovani da una parte e discoteche e ristoranti dall’altra, è la minaccia delle sanzioni. L’ordinanza stabilisce infatti che “Le sanzioni amministrative conseguenti alla violazione delle disposizioni che precedono si attestano sempre al massimo edittale previsto, tenuto conto dello stato di emergenza vigente, dell’andamento epidemiologico del contagio, nonché del grave allarme sociale dettato dall’attuale condizione di circolazione del virus nella popolazione (…) le Prefetture competenti per territorio e i Sindaci dei Comuni interessati provvedono a garantire adeguati controlli nell’ambito delle rispettive competenze”.

A queste si aggiungono le “misure straordinarie per il ferragosto”: Al fine di evitare forme di assembramento in aree demaniali (anche in spiaggia), i sindaci con propria ordinanza possono vietare lo svolgimento di manifestazioni pubbliche e/o di eventi aggregativi”.

I Sindaci siciliani, quindi, si adeguano prontamente, vietando le serate all’aperto già dalla notte di San Lorenzo e monitorando le spiagge.

Immediatamente disposta la chiusura di tre locali a Siracusa e cinque a Marzamemi, per presunti assembramenti. I gestori non ci stanno e giustamente riferiscono che adiranno le vie legali.

Proviamo quindi a collegare i puntini: prima si crea il terreno fertile additando la movida e i giovani, poi si gonfiano i numeri dei positivi includendo gli immigrati (71 su 89), la Sicilia schizza in testa alle regioni d’Italia per numero di contagi, la politica si muove adottando misure restrittive, pesanti sanzioni amministrative applicate nel massimo, le forze di polizia eseguono chiudendo anche i locali, alla popolazione arriva il messaggio unanime che l’emergenza è in atto e il terrore continua a circolare.

Adesso che gli obiettivi sono stati raggiunti, la stampa di regime ha cambiato registro e comunica che il numero dei nuovi positivi in Sicilia è sceso notevolmente: al 12 agosto i casi sono solo 29.

La domanda è se con gli attuali 569 positivi su 5 milioni di abitanti giustificano il clima di panico, le limitazioni alla libertà personale, le misure restrittive e le sanzioni a carico delle attività lavorative.

Collegate i puntini, uno dietro l’altro…

 

Giovanna Arminio

Gestisce il blog

https://arminiogiovanna.blog/

 


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La medaglia (del governo) ha sempre due facce….! Comunque grazie per l’esposizione chiara e lampante.