Daniele Polato: “Se Conte non chiude i porti ci mette tutti in pericolo”


Le chiusure a targhe alterne del Governo Conte: le discoteche sì, i porti no. Un breve ragionamento basato sui dati ci dà l’idea dell’ipocrisia del Governo. Premessa: non critico a prescindere la decisione, sono abituato a leggere e studiare i numeri. Aggiungo: a Verona – monitorando costantemente la curva dei contagi e confrontandoci con le istituzioni sanitarie – siamo stati i primi a prendere misure di controllo sulla movida (la famosa ordinanza sul divieto di consumo di alcolici fuori dai plateatici dopo mezzanotte).

Del resto da assessore con delega alla Protezione civile in questi mesi mi sono reso conto in prima linea di cosa significhi la pandemia. Possiamo dire che non avevamo torto, il fatto è che abbiamo sempre pensato che la salute viene prima di tutto. E che se controlli e sai gestire poi non sei costretto a chiudere e a mettere in difficoltà esercenti, commercianti e imprese. Ma per lo stesso principio (l’emergenza sanitaria e la tutela della salute pubblica) si dovrebbero chiudere anche i porti. Subito! Ora! Anzi siamo già in ritardo.

Parlavo prima dei numeri. Osserviamoli questi numeri. Dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2020 sono sbarcati 21.618 immigrati. Nello stesso periodo nell’anno precedente erano 8.691 (fonte Viminale). Quasi tre volte di più, il 148,7% di aumento con il governo rosso-giallo della sinistra. In questo drammatico contesto l’ottimo governatore della Sicilia Musumeci, nel silenzio generale, ha il coraggio di snocciolare un dato inquietante: il 40% dei contagi in Sicilia è riconducibile all’immigrazione irregolare.

Aggiungo che qui in Veneto abbiamo il cluster (257 positivi) del centro d’accoglienza all’ex caserma di Treviso. E’ perciò surreale (ma la dice lunga…) che la ministra Lamorgese dichiari testualmente che “il problema non è l’immigrazione ma il Covid”. Come se le due cose fossero slegate!

Ecco che allora cade il palco: chiudere i locali da ballo e tenere spalancati i porti è un atto d’ignavia, lassismo, noncuranza, incoerenza, ipocrisia. E’ l’ammissione di arrendevolezza di questo Governo che sceglie la strada più facile. E ci mette tutti in pericolo.

Daniele Polato 

Assessore alla Sicurezza del Comune di Verona


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