Date le maggioranze pro-Lgbt in Parlamento anche a Settembre ci sarà da lottare!


Ci stiamo avvicinando alla fine di questa estate 2020 e, almeno per me, è arrivato il tempo di bilanci, propositi, prospettive.

Riguardando a ritroso questi due ultimi mesi, penso che uno dei momenti migliori sia stata la mobilitazione delle cento piazze italiane, l’11 e 16 luglio, per dire alla libertà di espressione e NO alla proposta di legge Zan-Scalfarotto contro la c.d. omotransfobia, poi approvata in Commissione Giustizia il 30 luglio.

Striscioni, cartelli e bende con su scritto #Restiamoliberi sono stati branditi a Roma anche da Costanza Miriano, scesa in piazza con centinaia di altri genitori e cittadini a Montecitorio il 16 luglio. La giornalista e scrittrice, punto di riferimento per tante persone (e non solo donne) che cercano di sottrarsi ai cliché del vetero-femminismo e del pensiero Politicamente corretto, è stata fra i maggiori promotori di questa manifestazione che, dobbiamo riconoscerlo, ha avuto la sua importanza per suscitare, da parte del Parlamento, il rinvio a settembre della proposta liberticida (l’inizio della discussione in Aula alla Camera si è avuto, come si ricorderà, il 3 agosto…).

La Miriano, sul suo blog, ha lanciato la grande mobilitazione di luglio con queste parole davvero suggestive: «Non so perché sia stato scelto l’11 luglio, il giorno in cui nella maggior parte delle città la gente si alzerà in piedi per difendere la libertà di espressione (a Roma saremo in piazza il 16). Mi piace pensare che sia perché è il giorno di san Benedetto, l’uomo che, andato a Roma a studiare, di fronte alla disperazione e allo sfacelo di un impero che cadeva in rovina – ignoranza, miserie morali e materiali – decise non di buttare il napalm come a volte vorremmo fare noi, non di combattere in qualsiasi altro modo “del mondo”, ma di ritirarsi in una grotta, tra le rocce, in un servizio alla Parola di Dio. All’inizio lo fece in totale solitudine, perché il primo banco di prova per la nostra conversione siamo noi. Da quel gesto è nata l’Europa» (In piazza per la libertà!, in https://costanzamiriano.com, 9 luglio 2020).

Per ora il pericolo è scampato ma, date le maggioranze pro-Lgbt ancora esistenti in Parlamento, occorre vigilare sui propositi di “rivincita” dello schieramento trasversale Pd/M5s/Leu/Iv/Forza Italia che sostiene la proposta Zan-Scalfarotto.

Una delle prime avvisaglie della “ripartenza” pro-gender l’ho trovata sulla testata giornalistica Libero Pensiero News, che ha pubblicato il 24 agosto scorso un pezzo firmato da una “determinata e curiosa femminista”, così come si auto-definisce l’autrice del pezzo, Edda Guerra. La giovane redattrice del giornale online, edito dall’Associazione culturaleLibero Pensiero (il nome è tutto un programma!), dopo aver definito l’approvazione in Commissione della proposta di legge contro l’omotransfobia«un atto dovuto, un segnale di civiltà», ha così chiaramente identificato i responsabili del “rinvio a settembre” dell’approvazione definitiva: «la peggior opposizione che il Parlamento italiano abbia mai conosciuto». E quindi aggiunge: «si attende in settembre la votazione in Aula alla Camera per la quale la destra sta già muovendo le sue pedine, attuando – dopo la selvaggia presentazione di emendamenti per la modifica del testo in Commissione – nuovi ridicoli escamotage per ritardarne e boicottarne l’approvazione» (Edda Guerra,L’omotransfobia è un reato, non un’opinione, www.liberopensiero.eu, 24 agosto 2020). In effetti, se il centrodestra (o almeno la sua stragrande maggioranza), si è attivato contro la pdl Zan-Scalfarotto, molto lo dobbiamo a chi, invece di pontificare dai social,si è preso la sua bella mascherina ed è sceso/a in piazza, diffondendo volantini e parlando con i passanti. L’hanno fatto (l’abbiamo fatto!) sia perché amanti della libertà nella verità sia perché padri e madri di famiglia. E non dimentichiamo di continuare a seguire ed opporrci a questo pasticcio giuridico, senza se e senza ma! Nessuno dovrà tollerare che i parlamentari accettino compromessi su questo delicato tema. «Siamo un popolo capace di destarsi: noi ci alzeremo in piedi!», come disse San Giovanni Paolo II a Washington nel 1979. Anche a settembre…

Giuseppe Brienza

 


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