L’inviato di guerra Fausto Biloslavo: “sono sempre stato un anticomunista”


“Sono sempre stato un anticomunista”. Lo ha dichiarato il celebre e coraggioso invitato di guerra Fausto Biloslavo intervistato dall’avvocato Gianfranco Amato.

Dagli inizi degli anni ottanta Biloslavo ha raccontato senza peli sulla lingua vari eventi bellici,  guerriglie e rivoluzioni nel mondo. Nel 1982 ha seguito la Guerra del Libano come fotografo freelance. Nel 1987 Biloslavo venne arrestato in Afghanistan dalle truppe governative filo-sovietiche, alla fine di un lungo reportage con i mujaheddin del comandante Ahmad Shah Massoud. Rimase in carcere per sette mesi, riuscendo a rientrare in Italia solo grazie all’intervento diretto dell’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Biloslavo, all’inizio degli anni novanta è stato inviato in Jugoslavia, dove ha seguito gli eventi in corso in Croazia, Bosnia e Kosovo. Dagli anni novanta Biloslavo si è occupato più volte dei Massacri delle foibe pubblicando diversi articoli. Nel 1997 si è recato nella Cecenia sconvolta dalla guerra, dove ha contribuito alla liberazione del fotografo Mauro Gallegani, rapito da una banda locale. Biloslavo nel 2001 è stato uno dei primi giornalisti a entrare a Kabul liberata dai talebani e nel 2003 seguì al fianco delle truppe anglo-americane l’attacco all’Iraq fino alla caduta di Saddam Hussein. Nel 2011 è stato l’ultimo giornalista italiano a intervistare il colonnello Gheddafi prima della sua deposizione e assassinio. 

A seguire il video dell’intervista a Biloslavo andata in onda durante la puntata del 20 maggio 2020 di “Intra Moenia” (Medjugorje Italia Tv).

 


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