L’insegnamento del Concilio Vaticano II sulla Beata Vergine Maria


Il libro di Mons. Ettore Malnati, La Beata Vergine Maria dal Concilio Vaticano II (con una Presentazione di Mons. Giampaolo Crepaldi, Edizioni Cantagalli, Siena 2015, pp. 198, € 15), offre un’agile pubblicazione sulla dottrina mariologica del Vaticano II, fondata sulla lettera dei documenti conciliari letti e interpretati dal Magistero seguente, da papa Montini a papa Francesco. L’A. presenta sapientemente la dottrina del Vaticano II sulla Vergine Maria mettendone in luce il radicamento biblico, patristico e nel bi-millenario insegnamento della Chiesa rispondendo a quella indicazione ermeneutica data da Benedetto XVI per leggere cattolicamente il Concilio.

Il professor Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste e docente di Teologia sistematica presso lo Studio teologico interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine e l’Istituto superiore di Scienze religiose di Trieste e di Udine, non fa mistero nella pubblicazione della propria devozione mariana, così come la sua competenza teologica si distende in una prosa piana e gradevole che dice, a chi sappia leggere, d’essere stata pensata pregando.

L’ermeneutica della continuità insegnataci da Benedetto XVI segna l’intero saggio di Malnati che sistematicamente segnala e sottolinea, ad ogni passo, il legame della lettera conciliare con il precedente Magistero.

Il libro è costituito da cinque capitoli dedicati rispettivamente, il primo, più scritturistico, alla Beata Vergine nella storia della salvezza, il secondo al fondamento cristologico della dottrina su Maria, il terzo alla dimensione ecclesiologica della mariologia, il quarto al culto mariano, il quinto sulla prospettiva ecumenica e la mariologia delle “altre Chiese”.

Si segnalano per chiarezza e precisione teologica le pagine dedicate ai due ultimi dogmi mariani, quello dell’Immacolata Concezione (proclamato dal beato Pio IX) e quello dell’Assunzione in Cielo in anima e corpo (definito dal Venerabile Pio XII), entrambi ricondotti, come a radice, alla grande verità di fede della maternità divina di Maria così come definita ad Efeso, ovvero al mistero dell’Incarnazione del Verbo.

Con vera maestria unita a limpidezza d’esposizione Malnati procede dal testo della costituzione Lumen gentium, ove l’insegnamento del Concilio sulla Madonna  è proposto nell’orizzonte della rinnovata ecclesiologia, mettendone in luce i capisaldi dottrinali, per poi risalire alla Scrittura, ai Padri e ai documenti del Magistero, così come alla lezione dei Dottori e teologi cattolici.

Particolarmente coraggiosa, in tempi di minimalismo mariologico, la trattazione della dottrina della Corredenzione di Maria. Quando l’A. scrive di Maria “corredentrice del genere umano” il pensiero corre necessariamente al pontificato di san Pio X sotto il quale la Santa Sede utilizzò primieramente tale espressione in propri pronunciamenti ufficiali. Così la richiesta d’un nuovo dogma mariano (Corredenzione e Mediazione universale) avanzata da taluni autorevoli Padri conciliari si colloca, bene lo sottolinea Malnati, in una secolare tradizione, in continuità con Santi scrittori, Papi e teologi cattolici.

Nel capitolo dedicato a Maria e la Chiesa, il terzo del libro, emerge, nelle parole dell’A., come il cuore dell’insegnamento mariologico del Concilio compendiato nel titolo di Mater Ecclesiae attribuito alla Vergine dal beato Paolo VI, l’ecclesialità di Maria membro eminentissimo della Chiesa, sua figura ed icona, discepola in via e perfetta realizzazione in Cielo, Madre della Chiesa che è Corpo perché Madre di Cristo Capo.

L’ultimo capitolo, senza stucchevoli rispetti umani ma con la carità della verità, presenta brevemente la mariologia delle Chiese ortodosse, della Riforma e della Comunione Anglicana. Della dottrina dei “fratelli separati” d’Oriente è sottolineata la sostanziale corrispondenza col dogma cattolico dove le divergenze sono più di natura terminologica, per incomprensione o per questioni di riconoscimento o meno di potestà definitoria. Della Comunione Anglicana si sottolinea la diversità interna secondo la tripartizione classica. Sorprendenti le pagine dove l’A. tratta di Maria nella Riforma. Dimostrando notevole padronanza della letteratura riformata classica, Malnati offre al lettore brevi brani dei maestri riformati dei primi tempi nei quali la venerazione a Maria non si discosta troppo dalla verità cattolica.

In conclusione la lettura de La Beata Vergine Maria dal Concilio Vaticano II è in grado di suscitare in chi non l’abbia mai sperimentato, o di rinnovare in chi ne avesse perduto lo smalto iniziale, lo stupore per il mistero dell’Incarnazione del Verbo nel seno verginale di Maria. Da questo spirito autenticamente cattolico sorge spontanea la richiesta «alla Vergine Maria, Madre della Chiesa, di vegliare sempre sul nostro cammino e di aiutarci ad essere, come lei, segno gioioso di fiducia e di speranza in mezzo ai nostri fratelli» (“Saremo rivestiti della gioia, della pace e dell’amore di Dio in modo completo”, catechesi di papa Francesco durante l’Udienza Generale del 26 novembre 2014). 

Mons. Giampaolo Crepaldi [Arcivescovo-Vescovo di Trieste]

Sulla mariologia del Concilio Vaticano II 

L’originalità dell’apporto teologico del Vaticano II relativo alla persona e all’opera della Beata Vergine Maria è stata quella di collegarle, in felice e feconda connessione, con gli aspetti più importanti del mistero cristiano. È questa anche la prospettiva fatta propria dal volume di Mons. Ettore Malnati, La Beata Vergine Maria dal Concilio Vaticano II, nel quale Maria non è considerata isolatamente, ma all’interno delle verità rivelate e, in modo particolare, nel legame indissolubile con il mistero di Cristo e con il mistero della Chiesa. Se, con il Concilio di Efeso, il legame con Cristo era un dato acquisito da moltissimi secoli, quello con la Chiesa è stato illustrato solo recentemente e, in maniera compiuta, dal Vaticano II. A questo proposito scrisse san Giovanni Paolo II: «Presentando Maria nel mistero di Cristo, il Concilio Vaticano II trova anche la via per approfondire la conoscenza del mistero della Chiesa. Come Madre di Cristo, infatti, Maria è unita in modo speciale alla Chiesa, “che il Signore ha costituito come suo corpo”. Il testo conciliare avvicina significativamente questa verità sulla Chiesa come corpo di Cristo (secondo l’insegnamento delle Lettere paoline) alla verità che il Figlio di Dio “per opera dello Spirito Santo nacque da Maria Vergine”. La realtà dell’incarnazione trova quasi un prolungamento nel mistero della Chiesa-corpo di Cristo. E non si può pensare alla stessa realtà dell’incarnazione senza riferirsi a Maria -Madre del Verbo incarnato» (Enc. Redemptoris Mater, n. 5).

Nel testo di Mons. Malnati, ben suddiviso nelle sue parti,è presentata, per chi studia teologia o semplicemente intende nutrire in modo corretto la sua devozione alla Madre di Dio e della Chiesa, la fede del Popolo di Dio nella Beata Vergine Maria. Si tratta di un testo rigoroso e legato alle fonti cristalline della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa di tutti i tempi. Inoltre, l’aver voluto approfondire e collegare la riflessione teologica ai documenti mariani del Concilio Vaticano II, ha avuto come esito assai lusinghiero e positivo l’individuazione distimolanti linee nella prospettiva di quell’auspicato rinnovamento dello stile pastorale che il Concilio Vaticano II ha perseguito con efficacia e che era nei propositi di sanGiovanni XXIII e del beato Paolo VI.

Auguro che molti studiosi di teologia, presbiteri e anime devote trovino in questa pubblicazione lo stupore delmistero che «il Verbo di Dio si è fatto uomo e il Figlio di Dio si è fatto figlio dell’uomo, perché l’uomo, unito al Verbo e ricevendo l’adozione, diventi figlio di Dio» (Ireneo di Lione, Adversus Hereses, Lib. III, 19, 1.3) e così, imitando la Donna del sì, siano presenza convincente di Gesù, Figlio di Dio e di Maria, vero amico dell’umanità.

 

 

DON SAMUELE CECOTTI
L’insegnamento del Concilio Vaticano II sulla Vergine Maria
Il radicamento biblico, patristico e magisteriale sulla Madre di Cristo
in Corriere del Sud, n. 4
Anno XXIV/15, p. 3

 


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