Nella transizione dell’Italia a nuova colonia cinese la Lombardia rimane sotto accusa

Nella transizione dell’Italia a nuova colonia cinese la Lombardia rimane sotto accusa

L’ITALIA GIALLO-ROSSA SEMBRA SEMPRE PIÙ UN PAESE ASSERVITO AL GRANDE IMPERO ORIENTALE

Di Gian Piero Bonfanti

Continua la caccia all’untore e questa volta nel mirino c’è finita proprio l’Italia, grazie alla assurda accusa che il virus dell’anno sia partito dalla Lombardia.

È proprio la Cina a chiedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che Lombardia venga inserita nell’indagine sulle origini del Covid al pari di Wuhan e dello Hubei.

Ecco ancora una volta il ruolo predominante di questo ente politico che come suo uso regola le leggi del mondo.

L’OMS entra infatti in modo prorompente in tutte le scelte politiche e sociali mondiali usando il passepartout del tema della sanità.

Lo vediamo protagonista infatti in tutti i temi che interessano la società, sia che si parli della campagna pro gender o che si prospettino le vaccinazioni di massa nel prossimo futuro.

È importante però ricordare che l’OMS non è un organo scientifico, bensì è un organo politico, che dal 1948 opera come agenzia delle Nazioni Unite specializzata per le questioni sanitarie.

Ma osservando chi ne è il presidente, senza analizzare il resto dell’esecutivo, notiamo che il biologo eritreo Tedros Adhanom Ghebreyesus oltre al curriculum accademico ha condotto una vita politica assai discutibile.

Ricordiamo infatti che Ghebreyesus è stato un membro del Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (TPLF), che confluì nel Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope, partito socialista dell’allora opposizione, che nel 1991 ottenne la caduta del dittatore Mengistu Haile Mariam.

Ghebreyesus fece parte del governo di Meles Zenawi, che prese il potere e vi rimase fino al 2012, il quale è stato sempre accusato di violazioni dei diritti umani e di violenze contro i suoi oppositori.

Non è quindi un passato trasparente quello del dott. Ghebreyesus che, come è noto, ricevette la nomina presidenziale grazie anche ai suoi maggiori sostenitori cinesi.

Per concludere ricordiamo che Il tuttora Presidente degli USA Donald Trump ad aprile di quest’anno accusò Ghebreyesus di essere asservito alla Cina, accuse che si sommarono a quelle del Wall Street Journal in merito alla mala gestione della pandemia di  coronavirus.

Da tutto ciò risulta palese il legame dell’OMS e dell’ONU con la Cina, la quale si è scoperto aver intrecciato relazioni economiche con il figlio di Joe Biden, come sua personale ammissione.

Abbiamo assistito alle elezioni presidenziali americane più compromesse di sempre, con le oramai note interferenze del grande dragone.

Il resto del mondo è sotto scacco a causa della politica imperialista e colonizzatrice della Cina e tutto ci riporta a marzo 2019, quando il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, insieme al ministro Luigi Di Maio si incontrarono con il Presidente Xi Jinping a Roma, senza la presenza dell’allora ministro Matteo Salvini, per la firma di accordi commerciali.

È chiaro che tutti questi legami possono apparire come fantapolitica e visioni da complottisti, ma i rapporti diplomatici molto fragili tra Cina e USA degli ultimi giorni sembrano confermare che oggi ci sia in atto molto di più che una semplice “querelle”, come ci vogliono invece far credere.

Vedremo quello che accadrà nei prossimi giorni, ma di fatto dobbiamo constatare che l’Italia sta vivendo un periodo di transizione, passando da uno stato controllato da coloro che ci liberarono dall’oppressione della seconda guerra mondiale, ad essere un paese asservito al grande impero orientale.

Ora gli stessi nuovi padroni ci indicano come causa dei mali del mondo.

Facciamo presente a chi ha gioito per la presunta vittoria di Biden e quindi del nuovo ordine mondiale, che tutto questo ci sta portando ad accettare di essere delle piccole pedine di un regime totalitario comunista che ci ricattera’ con lo spauracchio di un virus.

In tutto questo come si porrà la Chiesa?

Purtroppo il rinnovo degli accordi siglati a settembre dalla Santa Sede con il governo di Pechino non ci fanno ben sperare.

Tuttavia continuiamo a pregare affinché la nostra Chiesa rialzi la testa e non sia protagonista dell’alleanza globale con i poteri forti e le grandi banche per la creazione del Great Reset.

 

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Un’analisi impeccabile che approvo incondizionatamente e condivido