Succubi subiamo le pressioni di un governo anticristiano


E’ UN FILM GIÀ VISTO DURANTE IL LOCKDOWN… 

Di Diego Torre

E’ ormai pacifico che in Italia il governo e il comitato tecnico scientifico decidano le modalità e gli orari delle liturgie.

E’ un film già visto durante il lockdown, dove l’autorità politica ha tiranneggiato nelle nostre chiese fino al limite del ridicolo e che si sta ripetendo ora.

Non è qui in discussione l’orario della nascita di Gesù e l’opportunità di farla coincidere con la Messa della vigilia, ma è certamente sconcertante che i ministri (vedi caso di cultura comunista) si arroghino il ruolo di teologi.

E fin qui… essi fanno la loro parte per ridurre lo spazio pubblico della Chiesa e nel colpirla in ciò che essa ha di più caro. Ma la parte dei cattolici chi la fa?

Chi rivendica l’autonomia della chiesa, consacrata dai Patti Lateranensi e dalla costituzione? Forse i chierici che, più realisti del re, aggiungono laccioli e limitazioni a quelle già imposte del governo?

Perché ciò avviene proprio nel paese europeo che (dopo la Polonia) ha la maggiore percentuale di cattolici praticanti? 

Ciò non succede in Gran Bretagna, dove la persecuzione dei cattolici ha pure una solida tradizione ma il limite per iniziare le celebrazioni è alle ore 22.30.

E’ ancora in corso la battaglia in Baviera fra vescovi e governo democristiano per  poter celebrare alle 22.30.

Nel resto della Germania chiusa in lockdown fino al 10 gennaio i riti saranno consentiti a tutte le religioni.

Si rimane “aperti” anche nella desacralizzata Olanda (i cattolici sono meno di un quarto della popolazione), sia pure con ridicoli numeri di accesso alle chiese.

In Francia e in Belgio la compatta e decisa reazione di vescovi e fedeli ha costretto i rispettivi governi ad allentare le restrizioni previste.

Nella prima addirittura, il coprifuoco alle 20.00 varrà per tutto tranne che per la Messa del 24 dicembre; un successo conseguito dopo un lungo braccio di ferro con Macron. Qui il Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo, pronunziatosi a seguito del ricorso della Conferenza Episcopale Francese, ha ordinato al governo di rivedere il suo decreto che limitava a 30 persone il numero di fedeli per ogni celebrazione. Anche in Belgio il Consiglio di Stato ha costretto il Governo ad allentare le misure anti-covid.

Tutto ciò avverrà ovviamente nel rispetto delle altre misure sanitarie. Le reazioni di vescovi e fedeli hanno dato risultati positivi per la libertas Ecclesiae, che è la vera posta in gioco.

Rimane la domanda iniziale: perché tutto ciò in Italia non avviene?

Succubi subiamo le pressioni di un governo anticristiano e non abbiamo niente da obiettare ai suoi diktat. Per timore di che? Non certamente per timor di Dio che è principio, pienezza, corona e radice della sapienza  (cf Sir 1).


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