Shemà. Commento al Vangelo del 31 dicembre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 1, 1-18

 giovedì 31 dicembre 2020

Oggi la liturgia ci fa meditare il Prologo del vangelo secondo Giovanni, una sorta di introduzione all’opera giovannea, che sintetizza tutto il contenuto di quello che viene definito il quarto Vangelo. Meditiamo perciò un testo complesso e quindi molto elaborato, che ovviemente in pochi minuti ci permetterà di considertare appena qualche indicazione per vivere meglio il giorno di oggi, un giorno speciale. Oggi infatti  è l’ultimo di questo anno così particolare, un anno in cui in un modo o nell’altro, colpiti dalla prova e per tanti anche dal dolore, siamo stati costretti a stringerci tutti insieme nella preghiera gli uni per gli altri, nell’evento commovente dell’indulgenza plenaria avuta il 26 Febbraio ai diversi rosari pregati da ogni comunità e santuario d’Italia. In tutto questo, lo possiamo riconoscere oggi, c’è stato un percorso che abbiamo dovuto vivere insieme, con tutti i paesi del mondo, e in questo percorso il Signore non ci ha abbandonato. Il testo del Vangelo di oggi ci mostra come Dio, principio di ogni cosa, e anche fondamento di tutte le cose, da sempre è il Verbo, termine che è stato tradotto nel latino dal termine greco “Logos” per dire quello che comunemente traduciamo come “Parola di Dio”, ma in realtà “Logos” significa quello che oggi noi potremmo indicare come “comunicazione” o meglio “dinamica comunicativa che armonizza tutto”. Ecco perché, secondo gli esegeti, c’è una relazione evidente tra il Logos e la Sapienza di Dio che, secondo il racconto di Pr 8,22-31, era accanto a Dio prima della creazione, e attraverso la quale tutto è stato creato. Sapienza, Logos, Verbo, Parola di Dio, sono tutte immagini per descrivere quella relazione viva, che si può riconoscere e accogliere nella carne di Gesù, il Verbo di Dio Incarnato. Gesù è il Logos, il Verbo, la Parola di Dio, la Sapienza eterna  che si è fatta carne, perché in Lui si realizza ogni comunicazione tra Dio Padre e le creature. Ecco allora che in questo desiderio del Padre di comunicarsi alle creature si inserisce la testimonianza di Giovanni Battista che abbiamo meditato a lungo in tutto l’Avvento: Giovanni Battista è un uomo mandato da Dio,  perché la presenza luminosa e consolatrice di Dio stesso arrivi a tutti, anche ai più lontani. Ecco allora la novità del Vangelo: saremo nella gioia piena, perfetta a cominciare da questa terra solo se accoglieremo la luce nuova del Logos che si incarna, perché è scritto che non per qualche merito acquisito o per il fatto di appartenere alla razza di Israele, ma semplicemente per aver accolto Gesù, si diventa figlio e figlia di Dio. Allora oggi chiediamo al  Signore ci chiede semplicemente questo: di accogliere anche noi questa grazia, che è la più importante per la nostra vita, quella di credere in Gesù, di crederci davvero! Credere che il Signore ci ama e non ci abbandonerà mai. Siamo nell’ultimo giorno dell’anno 2020 e sicuramente alcuni non avranno il coraggio di ringraziare Dio per quest’anno, anzi, siamo tutti ben felici che stia finendo! Quanti di noi abbiamo pensato, e l’ho pensato anche io, che sarebbe stato meglio che non ci fosse stato?  Si capisce, tutti noi non abbiamo potuto realizzare i nostri progetti, siamo stati danneggiati, provati, colpiti, come se fossimo in una guerra, da un contagio inspiegabile, inaspettato. Eppure quest’anno c’è stato e non possiamo fare finta di no, se non altro perché tutti abbiamo un anno in più! Però, anche davanti al buio, davanti a tutto questo anno così negativo, secondo la logica biblica, abbiamo sempre due possibilità che l’evangelista Giovanni lascia emergere in modo evidente nel testo del Vangelo di oggi: o rifutare la luce della fede o accoglierla. Chi rifuta la luce resta lì, nel buio, non procede. Chi invece la accoglie, ce l’assicura il Vangelo, riuscirà a sentirsi amato come un figlio. Allora oggi non permettiamo alla piccola luce che resta ancora accesa nel  fondo del nostro cuore, anche se piccola, di spegnersi! Accogliamo la luce di Dio, accogliamo il Suo desiderio di Padre che viene a mostrarci il Suo amore, a donarci il Suo coraggio per continuare ancora a sperare, a credere! Certamente noi non abbiamo potuto fare grandi cose in quest’anno per poter ringraziare Dio, non abbiamo potuto ricevere quello che ci aspettavamo da Lui, ma dobbiamo riconoscere che è stato Lui, ogni giorno, a credere per noi: ci ha sostenuti, ci ha dato ogni giorno il coraggio di continuare a credere nella vita, mentre piangevamo i nostri morti, in quest’anno. Dio ha portato avanti i nostri sogni, perché oggi potessimo ancora sperare che presto verrà un tempo nuovo, un anno nuovo, in cui potremo tornare a portare, con nuovo ardore, la la gioia del Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della terra! Buona fine di questo anno 2020 a tutti! 

Gv 1, 1-18

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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