S. Giuseppe parla con la vita: silenzio e obbedienza pronta a Dio, fede sicura e amore grande a Gesù e a Maria


DOPO SUA MADRE, IL SANTO A CUI GESÙ DEVE DI PIÙ È SAN GIUSEPPE: PER QUESTO GLI È CARISSIMO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Solennità di San Giuseppe.

Abramo “credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli” (Rom 4,22).

Giuseppe sposo verginale di Maria, dopo l’iniziale turbamento, credette all’annunzio dell’angelo e prese con sé Maria sua sposa, salvando la Madre e il Bambino. Della casa di Davide, Giuseppe è il necessario anello che fissa il Messia nella discendenza davidica. Dopo la sua nascita a Betlemme, egli dopo la Madre, sarà il primo ad abbracciare il Dio fatto carne. Gli porrà il nome: Gesù, come era stato chiamato dall’angelo. “Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

Giuseppe salva Gesù dagli sgherri di Erode, lo porta in salvo con la Madre in Egitto e poi lo riporta a Nazareth. Gli fa da vero padre, procurandogli il pane, il vestito, la casa, il sostegno, l’educazione, il mestiere, le relazioni parentali, l’inserimento nel popolo ebraico, insieme con Maria, che egli amò castamente come vera sposa. Dopo sua Madre, il Santo a cui Gesù deve di più è San Giuseppe: per questo gli è carissimo.

San Giuseppe parla con la vita: silenzio e obbedienza pronta a Dio; fede sicura e amore grande a Gesù e a Maria.

Nobile di stirpe e di cuore, umile lavoratore del legno, uomo giusto e timorato di Dio, sempre presente al tempio per la festa di Pasqua; ritrova Gesù dopo lo smarrimento; lo porterà alla maturità e poi sparirà per lasciare la scena a Gesù, Dio con noi.

 


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