Dalla “Repubblica” dei giudici a quella dei medici?


Mass media e poteri forti stanno facendo lo stesso gioco del periodo di Tangentopoli

Di Martino Mora

Mass media e poteri forti stanno facendo lo stesso gioco del 1992-93.

Esattamente come allora crearono, con l’operazione Mani Pulite, la “Repubblica dei giudici” per fare tabula rasa, oggi hanno creato la “Repubblica dei medici”,  per fare terra bruciata ancora più a fondo. Anche se questa volta il giochetto non avviene solo in Italia, ma in molti Paesi.

Come allora la corruzione e la concussione erano fenomeni reali e purtroppo diffusi, oggi il Covid  è reale e diffuso. E purtroppo uccide.

E allora quale arma migliore si può utilizzare, se non la paura? Soprattutto in una società che non credendo più in Dio considera questa vita TUTTO?

Quale paura più grande di quella della morte può esserci in una società secolarizzata?

Quale pensiero inaccettabile se non il rischio  di perdere la nuda vita corporale? E come l’indignazione mediatica fu sfruttata allora (e chi cascai anch’io, che ero molto giovane) per distruggere una vecchia  e corrotta classe politica e crearne una anche peggiore, pronta a svendere il Paese, ora il terrorismo mediatico di grande stampa e tv serve alla “Repubblica” – non più dei giudici ma dei medici – per fare tutto quello che vuole, compresa la distruzione del tessuto sociale  dell’Italia e della sua locomotiva, la Lombardia, in primis.

Non perché i medici siano cattivi, tutt’altro. In malafede sono i giornalisti, non i medici. E’ che sono profondamente ignoranti, in senso socratico. Tranne poche eccezioni, non sanno nulla al di fuori della loro specialità, ma credono di sapere tutto. Mi basta osservare la faccia di qualche virologo per cogliere l’ignoranza più radicata, l’oscurantismo intellettuale più totale, la negazione di ogni benché minima spiritualità, dietro il sussiego e la presunzione del luminare ospedaliero.

Sapranno anche tutto di virus, ma l’oscurantismo intellettuale glielo si legge negli occhi.

I medici non sono cattivi, sono solo ignoranti. Come i giudici. O gli economisti, che sono i peggiori (perché a differenza degli altri non sono nemmeno utili).

Tutti i “tecnici” sono così. Hanno una conoscenza ultra-specialistica del loro settoriale sapere. Vedono benissimo gli alberi, ma sono ciechi di fronte alla foresta. E ci daranno un mondo ancora peggiore del precedente.

L’altra sconcertante analogia col ’92-’93 è che, oggi come allora, Milano e la Lombardia sono di nuovo l’epicentro del terremoto. E’ come se ogni  grande reset, ogni grande gioco, dovesse per forza, in Italia, partire sempre da qui. Abbiamo sempre un appuntamento con la storia. Soprattutto quando non lo vorremmo!


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