Le ideologie contrarie alla famiglia naturale, imposte per legge, non potranno modificare la realtà!


“PER QUESTO L’UOMO ABBANDONA SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNISCE ALLA SUA DONNA E I DUE DIVENTANO UNA SOLA CARNE” (GENESI 2,24).

Di Emanuela Maccarrone

Per quanto si vogliano imporre ideologie contrarie al concetto di famiglia naturale, i fatti continueranno a ribadire questa realtà, ossia la certezza della famiglia naturale composta da un uomo e da una donna come creature diverse ma complementari.

Questo è un dato di fatto che nessuna imposizione può mutare. La famiglia è la società naturale primaria, in quanto esiste sin dalla creazione, prima ancora che nascessero gli Stati e in tal senso anche la legge italiana ribadisce quanto già stabilito in natura da Dio.

Il primo comma dell’art. 29 della Costituzione italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, mentre l’art 143 del Codice Civile specifica che la la famiglia, fondata sul matrimonio, è composta da un marito e una moglie, aventi gli stessi diritti e doveri.

Queste costatazioni dimostrano che da sempre la società ha riconosciuto alla famiglia il suo valore originario e primario. L’uomo potrà mutare i concetti e le leggi ma la realtà continuerà a mostrare questo dato di fatto.

Nel libro ‘Tre per sposarsi’, il Venerabile Fulton Sheen ha riaffermato il ruolo fondamentale della famiglia nella società: “questo rispetto per la personalità nella famiglia è il principio sociale dal quale dipende la più vasta vita della comunità, poiché è lo Stato a esistere per la persona e non la persona per lo Stato”.

In quanto società naturale è nella famiglia che gli individui imparano a collaborare e a supportarsi a vicenda, maturando quei valori utili alla comunità collettiva che è lo Stato. Queste poche e semplici verità riconoscono alla famiglia un ruolo fondamentale nel collettivo, come lo è sempre stato.

Le aggregazioni di individui nascono dall’uomo, mentre la famiglia è una realtà naturale. Se ci vantiamo di vivere in una società democratica, allora nessuno ha il diritto di giudicare nessuno, come nessuno ha il diritto di imporre e di reprimere alcun’altro. Ognuno è libero di seguire i propri orientamenti, così come ognuno è libero di vivere la normalità.

Le contraddizioni racchiuse del Ddl Zan sono denunciate non solo dai cattolici, accusati di bigottismo perché difendono l’ordine naturale sempre esistito, ma anche da altre voci. È recente la forte opposizione dell’associazione Arcilesbica e delle femministe che hanno difeso la differenza di genere. Contrarie all’utero in affitto e all’introduzione della categoria fluida di ‘identità di genere’, l’associazione Arcilesbica è stata vittima di un’offensiva trans.

Con un post condiviso nella pagina Facebook, Cristina Gramolini, presidente di ArciLesbica ha dichiarato: “l’esterno della sede di ‘La Comune‘ a Bologna, dove la nostra associazione è ospitata, è stato imbrattato con la scritta ‘arcistronze’, firmato ‘RABBIA TRANS’ e il nome di Arcilesbica cancellato con vernice nera”. Nel post si legge ancora: “Rattrista assistere alla penetrazione nella comunità lgbt di forme di intimidazione crescente che fanno pensare ai metodi dell’antagonismo che sta cercando di intestarsi anche la nuova generazione di femministe. Minacciare fisicamente le donne è roba di altre sponde politiche, un fenomeno di non facile interpretazione è sotto i nostri occhi”.

La realtà continuerà a farci notare la diversità sessuale, per la quale ogni donna e ogni uomo continueranno ad avere i propri pregi e i propri difetti biologici. Difetti che per natura ci rendono originali e unici. Lentamente sta emergendo che il vero obiettivo del Ddl Zan non è contrastare le discriminazioni, quanto imporre un nuovo concetto di famiglia e di orientamento sessuale, reprimendo il mondo eterosessuale. A questo punto, e come è stato affermato da più parti, sarebbe urgente introdurre una legge che tuteli anche gli etero dalle discriminazioni.

 


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