18 maggio, in ricordo delle vittime delle “marocchinate”


UOMINI, DONNE E BAMBINI CHE SUBIRONO VIOLENZE DI OGNI TIPO, SOPRATTUTTO DALLE TRUPPE COLONIALI AL SEGUITO DEI FRANCESI

Di Matteo Impagnatiello

E’ il 18 maggio la data scelta per ricordare le vittime delle marocchinate, uomini, donne e bambini che nel 1943-45 subirono violenze di ogni tipo, soprattutto dalle truppe coloniali al seguito dei francesi e che sono entrate a far parte della Storia con il termine “marocchinate”.

Questi militari erano considerati dei liberatori e così vennero accolti dalla popolazione italiana. Le truppe coloniali che facevano parte del Corpo di spedizione francese erano composte da tunisini, marocchini e algerini. Per aver fatto arretrare i tedeschi, il 14 maggio del 1944 ebbero come premio cinquanta ore di libertà, in cui commisero le peggiori nefandezze e stupri di gruppo, senza essere ammoniti.

Da parte loro, viceversa, gli italiani erano dei nemici, con i loro beni e le loro donne che, per gli alleati, erano niente di più che bottino di guerra. Anche gli animali subirono violenze sessuali, come riportato da alcuni saggi pubblicati negli ultimi tempi.

Inoltre, non mancarono civili italiani vittime di incidenti stradali causati da autisti alleati che guidavano in modo spericolato e sotto l’effetto di alcool.

Sono state registrate violenze ai danni della popolazione civile in Sicilia, in Campania, nel Lazio e in Toscana. Sul numero delle vittime, non vi è concordanza. Bisogna, però, tener presente che molte donne (ma anche uomini) non denunciarono, anzi, tennero nascosto il dolore per le atrocità commesse nei loro confronti. Furono certamente migliaia i casi emersi (si parla di 60.000 vittime di violenza).

Nel 1960, ci pensò un pellicola del regista Vittorio De Sica a far ricordare tali tragedie, perpetrate in territorio italiano sul finire della Seconda guerra mondiale: era La ciociara, con Sophia Loren, film ispirato al romanzo omonimo di Alberto Moravia. Su questi tragici avvenimenti è calato l’oblio. Neanche a scuola vengono menzionati. Il silenzio delle Istituzioni si è interrotto nel 2004, con la concessione delle medaglie al merito civile.

E’ doveroso far conoscere la verità, e non si può più attendere e far finta di niente, dimenticando la storia. E’ auspicabile che il Parlamento approvi la Giornata del 18 maggio per ricordare le vittime delle marocchinate. Gli Enti locali, da parte loro, vorranno intitolare vie e piazze e monumenti a chi, già per lungo tempo, è stato dimenticato.

* Componente del Comitato Scientifico di Unidolomiti


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