Quattordici storie di ossessione e/o possessione diabolica

Quattordici storie di ossessione e/o possessione diabolica

“VATTENE, SATANA! STORIA DI SOFFERENZA, ESORCISMI E LIBERAZIONI”

A cura di Angelica La Rosa

Parlare di esorcismo oggi, purtroppo, per quasi tutti significa fare ingresso in un mondo in cui prevalgono gli “effetti speciali”, lasciati in eredità da film in cui si amplificano, insieme, il mistero del diavolo e la fragilità di chi viene posseduto. Per altri, poi, quello dell’opera di satana nel mondo è qualcosa da lasciare a devoti ignoranti, poco avvezzi alla serietà scientifica e medica.

Il libro di Elisabetta Fezzi e Fabrizio Penna dal titolo “Vattene, Satana! Storie di sofferenza, esorcismi e liberazioni” (Edizioni San Paolo 2021, pp. 336, euro 18), in uscita oggi, sfata entrambi i pregiudizi, introducendo il lettore in quattordici storie di ossessione e/o possessione diabolica, in cui ciò che veramente colpisce è innanzitutto la profondità del dolore sperimentato da chi ne è protagonista.

Elisabetta Fezzi e Fabrizio Penna, che da anni operano nell’ambito della “cura” e dell’accompagnamento di chi vive esperienze demoniache straordinarie, favorendo percorsi in dialogo tra medicina, psicologia e pratica esorcistica, invitano il lettore ad affiancarsi al loro lavoro di relazione, e a prendersi cura di un tema attualissimo, che svela il dramma di molte donne e uomini impegnati quotidianamente, come tutti d’altronde, a lavorare per essere “liberi dal male”.

“In questo libro parliamo di azioni spirituali straordinarie, per intenderci quelle che vengono definite ‘malattie spirituali’ o, come avrebbe detto il compianto esorcista don Gabriele Amorth, ‘mali malefici’. Si tratta di una tematica di frontiera, di uno ‘spazio liminale’ dominato da fenomeni ambigui, che creano disorientamento nelle persone e abitano sulla soglia della coscienza e della percezione. È un argomento che richiede un approccio interdisciplinare con un occhio alla fede e uno alla ragione, per questo utilizzeremo uno sguardo aperto contemporaneamente alle realtà fisiche e metafisiche, rispettoso del mistero. Siamo coscienti che l’argomento può generare apprensioni e resistenze, visioni acritiche o eccessivamente fideistiche. Qualcuno ci crede troppo, altri non ci credono affatto. Possibile che non possa essere presa in considerazione una saggia via di mezzo? Che non si possa partire dalle evidenze empiriche e poi allargare i propri orizzonti depurati da capziosi preconcetti? Possibile sia così difficile per molti aprirsi al sano dubbio?”, scrivono nell’introduzione Elisabetta Fezzi e Fabrizio Penna.

“Viviamo in una società dominata da un lato dal relativismo culturale e dall’altra dal dogmatismo acritico. Nell’aforisma ‘in medio stat virtus’, coniato dalla scolastica medievale a partire dall’Etica Nicomachea aristotelica, viene evidenziata la via di mezzo come virtù, né troppo né troppo poco. Una linea mediana che porta con sé una scelta e un equilibrio di forze, siano esse fisiche, psichiche o spirituali. Scopriremo che chi è soggetto a ‘mali spirituali’ è sempre spinto dall’azione del maligno verso l’opposto, cioè verso il troppo o il poco, in un’esistenza spinta nel precipizio dallo straordinario, in eccesso o in difetto che sia. Questi e altri aspetti emergeranno, in questo libro, non teoricamente, ma attraverso le testimonianze di persone molto diverse tra loro per sesso, origine, cultura e ruolo sociale. Persone comuni, professionisti, insegnanti, imprenditori, consacrati, ognuno racconta uno spaccato di vita che va oltre la sofferenza e parla di speranza” hanno ricordato Fezzi e Penna.

“Abbiamo raccolto anche la testimonianza di un esorcista che ci parla di sé e di come il suo ministero lo abbia cambiato profondamente come persona e come sacerdote. Ciò che accomuna tutti è il fatto di aver vissuto – qualcuno ancora le sta vivendo – azioni demoniache straordinarie che hanno reso necessario l’aiuto di esorcisti. Alcuni sono giunti alla piena liberazione, altri stanno ancora combattendo una battaglia senza esclusione di colpi; c’è anche la storia di una persona che rifiuta di prendere coscienza della sua condizione e di un’altra che invece nasconde dietro il demonio altri aspetti di sé che fatica ad accettare. Tutte le persone che si raccontano sono entrate in contatto in modi diversi con la ‘Famiglia della Luce con Camilla’ (www.famigliadellaluce.it), l’associazione di promozione sociale della quale siamo co-fondatori e che si occupa di crescita umana e spirituale, accogliendo anche persone affette da mali malefici per aiutarle – grazie all’interazione con figure professionali specializzate – a integrare le esperienze straordinarie spirituali con la normale vita quotidiana. È evidente che il nemico tutto vuole tranne che la normalità, la moderazione, la pacatezza. Per questo motivo, questo libro non parla di effetti speciali, non si propone di approfondire e amplificare realtà macabre o spaventose, ma racconta situazioni che favoriscono ‘l’entrata’ del nemico e di possibili strade per costringerlo ‘all’uscita’. Un libro per mettere in guardia, per stimolare la riflessione, per allertare la ragionevolezza, per rivitalizzare la fede. Abbiamo scritto questo testo perché sia fruibile dalle persone comuni, ma anche dagli studiosi di antropologia culturale o di demonologia. Il nostro scopo è informare in modo autentico e far riflettere, ma anche mettere in guardia rispetto a scelte di vita, più o meno consapevoli, che possono produrre disastri esistenziali. La sfida sottesa è quella di provare a rendere ordinario lo straordinario, partendo da storie di vita che offrono una rappresentazione sfaccettata sulle azioni demoniache. Quattordici voci narranti accompagnano il lettore in un universo dove la tenebra è tangibile, ma dove la luce reclama il suo primato. Invitiamo a leggere queste storie con rispetto e compassione, entrandoci in punta di piedi come abbiamo provato a fare anche noi”, hanno sottolineato Elisabetta Fezzi e Fabrizio Penna.

 

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