Tutti amano titoli, successi e battimani, pure i preti. Per questo Dio è lontano!


LA SUPERBIA È IL PECCATO DI LUCIFERO; DIO VUOLE PERSONE UMILI…

Di Padre Giuseppe Tagliareni

S. Paolo ebbe carismi straordinari, comprese le apparizioni. Udì cose indicibili e rivelazioni di cose future. Perché non montasse in superbia, gli fu messa “una spina nella carne: un inviato di Satana per percuotermi” (2Cor 12,7). Pregò più volte di esserne liberato, ma il Signore gli rispose: “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (v.9).

Egli rivela così un principio generale dell’agira di Dio, la sua preferenza per chi è di per sé incapace di fare alcunché di buono. Paolo allora capì che quanto più egli era debole e incapace, tanto più Dio avrebbe operato in lui.

La superbia è il peccato di Lucifero; Dio vuole persone umili. “Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte” (vv.9-10).

Lezione difficile! Tutti amano titoli, successi e battimani, pure i preti. Per questo Dio è lontano.

“Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno”.

Chi cerca prima il Regno di Dio e la sua giustizia, vive senza affanni. Sa che la Provvidenza non gli farà mancare il necessario, perché Dio veste i gigli del campo e nutre uccelli e formiche.


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