Mons. Mansi (vescovo di Andria): “chiediamo un cambiamento di alcuni punti del ddl Zan”


È INECCEPIBILE LA POSIZIONE DELLA SANTA SEDE SUL DDL ZAN

Di Bruno Volpe

“Ineccepibile la posizione della Santa Sede sul ddl Zan. Giusto chiedere chiarimenti ed una rimodulazione”: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria, interpellato su questa polemica.

Eccellenza Mansi: la Santa Sede con una nota diplomatica ha invocato allo Stato Italiano un cambiamento del ddl Zan. Qual è la sua idea in merito?

“Intanto non drammatizzerei questo fatto. Tuttavia credo che sia una posizione ineccepibile. E’ giusto chiedere chiarimenti allo Stato, una rimodulazione su una legge che francamente ha dei punti oscuri. Discuterne è lecito, è doveroso. Mi dispiace tuttavia che tutti abbiano avuto in tema idee contraddittorie, che ciascuno abbia detto tutto e il contrario di tutto”.

E la Cei?

“La Cei è stata molto chiara, e non possiamo dire nulla al riguardo. La posizione dei vescovi italiani col Presidente Gualtiero Bassetti non è mai caduta in contraddizione. I vescovi chiedono una rimodulazione o meglio un cambiamento di alcuni punti della legge”.

La Santa Sede lamenta che così come è, la legge Zan sarebbe limitativa della libertà di opinione e della pastorale dei sacerdoti, oltre che contraria al Concordato, che è un accordo internazionale…

“Corretto. Portata alle estreme conseguenze impedisce ad un sacerdote di seguire liberamente la dottrina cattolica, imbavagliando così la Chiesa”.

Ritiene che questa sia la conseguenza del politicamente corretto?

“Sicuramente. Esiste un’arroganza culturale che va a senso unico. Da cattolici e Chiesa non possiamo mai rinunciare a dire e proclamare che la famiglia è solo quella composta da uomo e donna uniti in matrimonio ed aperti alla vita. Altre unioni, che comunque non possiamo giudicare, non sono considerabili famiglia”.

 


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