Gesù è giudice misericordioso ma giusto: il buonismo non è l’atteggiamento di un vero cristiano


GESÙ È MISERICORDIOSO MA NON LASCIA IMPUNITE LE INGIUSTIZIE

Di Emanuela Maccarrone

Gesù ci ricorda che Lui è misericordioso ma soprattutto giusto, quindi non un buonista.

Questa affermazione non deve spaventare ma indurre a riflettere. E’ chiaro che gli uomini sono miseri peccatori bisognosi di misericordia e Gesù ci ama, ma proprio questa nostra condizione di miseria ci deve ricordare che siamo impegnati in un cammino di continua conversione.

Cosa vuole dire Gesù quando ricorda di essere soprattutto giusto? A questa domanda risponde Lui stesso attraverso un messaggio che diede a Santa Brigida di Svezia.

Parlando della Chiesa con la Santa, Gesù le disse che “le fondamenta sono la vera fede, cioè credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Tuttavia ora le fondamenta sono indebolite, poiché tutti credono e predicano che sono misericordioso, ma quasi nessuno predica o crede che io sono Giudice giusto”.

Cosa vuole dire Gesù con queste parole? Il rischio è di considerare il Figlio di Dio un giudice ‘permissivo’ a tal punto da attribuirgli, indirettamente, l’aggettivo di iniquo, ossia di un giudice che permette e perdona tutte le ingiustizie.

“Essi mi considerano quasi un giudice iniquo. Iniquo, infatti, sarebbe il giudice che, per misericordia, mandasse impuniti gli ingiusti, cosicché potessero opprimere ulteriormente i giusti”.

E’ lo stesso Gesù che specifica a Santa Brigida il suo modo di agire. “Io sono Giudice giusto e misericordioso; perciò non lascerò impunito neppure il minimo peccato, né senza ricompensa il minimo bene”.

Qual è la conseguenza di questa visione buonista del Figlio di Dio? L’indebolimento delle fondamenta della Chiesa. “Indebolendo le fondamenta di questo muro, sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano che io sono un Giudice giusto, che tormentano i miei amici così severamente come quelli che sono legati ai ceppi”.

Emerge l’animo apprensivo e giusto di Gesù. Egli è apprensivo per i suoi amici che soffrono a causa di coloro che, considerandolo ‘iniquamente’ misericordioso, affliggono tormenti. Gesù, quindi, è giusto perché non lascerà impunite le ingiustizie.

Questa caratteristica emerge nel Nuovo Testamento. Spesso si ha la convinzione che la venuta del Figlio di Dio abbia ‘ammorbidito’ la legge del Padre ma, come ha specificato Gesù stesso, “non pensate che Io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; Io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento” (Matteo 5, 17-20).

Per specificare meglio le parole di Gesù, riportiamo alcune righe del Catechismo degli adulti “La verità vi farà liberi” della Conferenza Episcopale italiana.

“La posizione di Gesù è molto originale  e non può essere affatto qualificata come permissivismo; anzi, per certi aspetti, è assai più esigente”. Il Figlio di Dio richiama la legge del Padre e la perfeziona. Egli esige dal credente un nuovo stile di vita che non si limita solo alla correzione esteriore. “Avete inteso che fu detto agli antichi: non  commettere adulterio”. ma parte dal cuore estirpando il male dalla radice: “Ma io vi dico: chiunque guarda  una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”.

Qual è il fine? Il comandamento dell’amore! Non possiamo amare solo esteriormente con buonismo, ostentando una falsa benevolenza, ma con vero sentimento che proviene da un cuore convertito.

Per questo, su esempio anche dei Santi, il vero credente non è un buonista che tollera i falsi atteggiamenti e ostenta un’iniqua misericordia come se tutto fosse permesso, ma denuncia i mali sociali per costruire una società giusta e finalizzata al bene comune.


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