Il ddl Zan va ricacciato nell’inferno da cui proviene


IL PROGETTO DI LEGGE “ZAN” VA SOLO AFFOSSATO: PARMENIDE CONTRO LA “LUCIFERINA” IDENTITÀ DI GENERE

Daniele Trabucco

Non c’è da apportare alcuna modifica al progetto di legge di iniziativa parlamentare c.d. “Zan” (A.S. 2005) in discussione da martedì 13 luglio 2021 a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Semplicemente va affossato e ricacciato nell’inferno da cui proviene.

L’identità di genere non é la “percezione strutturata della propria identità sessuale”, come intende insegnare l’On. Alessandro Zan (Partito Democratico), ma unicamente il prevalere, con la forza della legge positiva, della cultura, o meglio di quell’ideologia LGBT che pretende autoritativamente (colui che esprime dissenso é, perciò stesso, omofobo) di sovrastare la natura, pervenendo in questo modo a confondere l’ordine naturale con il concetto di naturalistico.

Per quanto una persona si percepisca diversa rispetto alla sua dimensione sessuale biologica, essa cade nella contraddizione di voler essere (il percepirsi) altro da sé. Questo implica un non-essere in relazione all’essere, o meglio a ciò che il soggetto realmente é. Il non-essere, però, non si può né dire, né pensare, come insegna Parmenide (540 a.C. – 450 a.C.) nel De natura.

Solo la gente dalla “doppia testa” (l’essere ed il percepirsi) crede che il non-essere sia. Questa é la follia dell’Occidente…. questa é la follia di una certa classe politica…questa é la follia che impegna il già esautorato Parlamento italiano.


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