Giorgia Meloni: “i vaccinati possono contagiare ed essere contagiati. Draghi è surreale”

Giorgia Meloni: “i vaccinati possono contagiare ed essere contagiati. Draghi è surreale”

MELONI: “COME FRATELLI D’ITALIA SIAMO SEMPRE PIÙ CONVINTI CHE RESTARE ALL’OPPOSIZIONE DI QUESTO GOVERNO SIA LA SCELTA MIGLIORE PER DIFENDERE GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI

A cura di Angelica La Rosa

Surreale conferenza stampa di Draghi e di mezzo Governo. Su trasporti e scuola il presidente del Consiglio dice che la preparazione è stata “ben fatta” e che “ce l’abbiamo messa tutta”, peccato che nessuno se ne sia accorto. Il tutto condito dalle notizie fuorvianti sull’epidemia diffuse dal ministro dell’Istruzione Bianchi: se in una classe sono tutti vaccinati non ci sarà obbligo di mascherina. Qual è la ratio di questa scelta priva di giustificazione scientifica, visto che i vaccinati possono contagiare ed essere contagiati?“.

Così ha dichiarato il presidente di Fratelli d’Italia, l’on. Giorgia Meloni.

Circa l’annuncio di Mario Draghi, cioè la volontà di estendere il green pass, per la leader di FdI, ciò avverrebbe “nonostante sia una misura economicida e inutile a combattere il contagio, e dice sì all’introduzione dell’obbligo vaccinale”.

“Il green pass così come voluto dal Governo Draghi è una misura economicida e che non serve a combattere il contagio. Fratelli d’Italia lo ha sostenuto fin dall’inizio e con coerenza abbiamo formalizzato questa posizione negli emendamenti all’ultimo dl Covid discussi alla Camera. Il no del Pd e del M5S non stupisce ma siamo felici che nella maggioranza ci sia chi abbia condivido le proposte di FdI. Noi continueremo su questa strada e a batterci contro questa misura insensata”.

Per la Meloni la “ciliegina sulla torta” di Mario Draghi sono stati “i complimenti del premier al ministro dell’Interno Lamorgese”, che secondo lui “lavora molto bene”, aggiungendo che sui migranti “i numeri non sono spaventosi”.

“Assurdo”, ha commentato la Meloni. “Come Fratelli d’Italia siamo sempre più convinti che restare all’opposizione di questo Governo sia la scelta migliore per difendere gli interessi degli italiani”.

Nei giorni scorsi la leader di Fratelli d’Italia e presidente dei Conservatori europei Giorgia Meloni ha incontrato a Roma il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che si trovava in Italia per alcuni giorni di vacanza e per partecipare al meeting della rete internazionale dei legislatori cattolici (ICLN).

In un clima di cordialità i due leader, accompagnati rispettivamente dal Ministro per la Famiglia e Vice Presidente di Fidesz Katalin Novak e dal responsabile Esteri di FdI Carlo Fidanza, si sono confrontati sui principali argomenti di attualità. Particolare attenzione è stata dedicata all’Afghanistan, alle conseguenze della disastrosa gestione Biden e alla gestione dei flussi di profughi che potrebbero generarsi. Meloni e Orbán hanno condiviso la necessità che la comunità internazionale si faccia carico di questi rifugiati sostenendone l’accoglienza nei paesi limitrofi, senza gravare ulteriormente sull’Europa, e sulla necessità di vigilare attentamente sulle possibili infiltrazioni terroristiche.

Il confronto si è poi concentrato sulla gestione della pandemia e sulle ricette per la ripresa economica, che a detta dei due leader sarà quanto più significativa quante più risorse saranno destinate a sostenere le imprese, anziché dilapidate in misure assistenziali. Meloni si è complimentata con Orbán per I significativi successi della politica economica ungherese, che sta vivendo una fase di crescita senza precedenti negli ultimi 30 anni.

L’occasione è stata importante anche per ribadire la stretta collaborazione tra Fidesz, Fratelli d’Italia e i Conservatori europei nel perseguire l’obiettivo comune del rafforzamento della Destra europea, nel nome del rispetto delle sovranità nazionali, della difesa della famiglia naturale e dell’identità cristiana, dell’economia sociale di mercato.

Sempre in qualità di Presidente del partito dei Conservatori europei (ECR) Giorgia Meloni è stata ospite a Bled, in Slovenia, del “Bled Strategic Forum”, organizzato dal governo sloveno che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. Un appuntamento internazionale di altissimo livello a cui hanno partecipato vertici Ue, tra i quali il presidente del Parlamento David Sassoli e del Consiglio Louis Michel e numerosi primi ministri europei.

Meloni è intervenuta al panel “Futuro dell’Europa: diversità e consenso”, nel quale si è confrontata con esponenti di diverse famiglie politiche, ribadendo la linea dei Conservatori europei: “Noi sosteniamo una riforma dell’Unione in senso confederale, un’Europa che faccia meno cose e le faccia meglio, che rispetti le specificità nazionali e il principio di sussidiarietà, concentrando la sua azione nei campi in cui davvero può rappresentare un valore aggiunto, lasciando agli Stati nazionali il resto delle competenze. La vicenda afghana ci dimostra ancora una volta che l’Europa non ha una politica estera e di difesa comuni ma in compenso ci riempie di burocrazia”.

A margine del convegno Meloni, accompagnata dal Co-Presidente del gruppo ECR Raffaele Fitto e dal Capodelegazione al Parlamento europeo e responsabile Esteri Carlo Fidanza, ha incontrato il primo ministro sloveno Janez Jansa e quello polacco Mateusz Morawiecki, con i quali si è confrontata sui principali temi di attualità a partire dai profughi afghani: “La Slovenia subisce come noi i flussi della rotta balcanica, la Polonia è già oggi sotto enorme pressione per il ricatto migratorio della Bielorussia. Non possiamo permetterci di gestire questa vicenda dando il messaggio delle “porte aperte a tutti”. Da giorni la nostra proposta è di aiutare i paesi confinanti con l’Afghanistan ad organizzare lì l’accoglienza di chi fugge dai talebani. La sinistra invece parla di indefiniti corridoi umanitari accusandoci di voler alzare muri. Ora, dopo il vertice europeo di ieri, la nostra proposta è diventata la posizione di tutti i governi dell’Ue, con buona pace della sinistra italiana”.

L’occasione è stata utile alla Meloni anche per fare il punto sulla situazione dello schieramento conservatore in Europa: “ECR è la casa di chi si riconosce nei valori di identità nazionale, tutela della famiglia, difesa dei confini, economia sociale di mercato. Siamo impegnati nel rafforzarla e aprirla a tutti coloro che si riconoscono in questi valori e vogliono costruire un’alternativa forte alla sinistra”.

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