A causa della supposta pandemia siamo impediti ad avvicinare un morente…


XXIV DOMENICA DEL T.O. ANNO B

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La gente chi dice che io sia? Un profeta, dicono tutti. E voi, chi dite che io sia? Il Cristo, risponde Pietro, la Roccia sulla cui fede Ge sù edificherà la sua Chiesa. Ma le cose non sono così semplici. Il Cristo di Dio non è un nuovo Davide con la spada in pugno, capace di cacciare via i Romani invasori e stabilire il trono di Sion su tutte le genti.

Il Cristo di Dio infatti, sarà rigettato e crocifisso. Pietro gli si oppose, dicendo: Questo non ti accadrà mai! Ma egli rispose: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Molti profeti dicono che il Messia dovrà patire, essere rigettato, flagellato e morire in croce; ma questa verità veniva volentieri dimenticata o nascosta. La croce è lo strumento di salvezza per tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà». Per questo Satana odia la croce.

Alcuni si vantano di avere fede in Dio, ma non hanno le opere. A che giova? La fede senza le opere è morta. Le opere che più dimostrano la fede, sono le opere di misericordia corporale e spirituale. A causa della supposta pandemia, siamo impediti pure di darci la mano e un sorriso, di curare un paziente, di avvicinare un morente. Però, siamo tutti vaccinati e sanificati!


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