Vaccini e green pass, una quasi guerra civile (mediatica)


DA CATTOLICI NON E’ DIFFICILE SCORGERE IL POTENZIALE DI DIVISIONE FRA GLI UOMINI E DIO NELL’ATTUALE CAOS. ORA PIU’ CHE MAI OCCORRE STRINGERCI ATTORNO AI BUONI PASTORI…

Di Pietro Licciardi

La polemica sui vaccini e Green Pass infuria, e purtroppo anche su questo argomento si sono costituite due fazioni contrapposte e armate mentre personaggi della politica e “scienziati” da salotto anziché cercare di smorzare i toni e offrire argomenti ragionevoli che rispondano ai legittimi dubbi dei cittadini soffiano sul fuoco, come Renato Brunetta, per il quale «Il gioco da fare è aumentare il costo della non vaccinazione» con il «geniale» certificato verde che aumenta i costi, psichici e monetari di chi non è vaccinato e Roberto Burioni autore di feroci post sui social.

Quel che è peggio, però, è il clima da quasi guerra civile che c’è anche in campo cattolico, dove la resistenza al passaporto sanitario, al vaccino, a talune cervellotiche misure di prevenzione adottate nelle chiese è giudicata più severamente di una eresia (come, per esempio, ha scritto qualche giornalista “cattolico” su Facebook).

Qui non vogliamo certo entrare nella polemica. Non lo facciamo perché la posizione di Informazione Cattolica è chiara: inocularsi una sostanza ancora sperimentale non è un dogma di fede (e quindi ognuno dovrebbe essere libero di farlo o meno) e come cittadini dobbiamo salvaguardare quelle libertà naturali e costituzionali per le quali i nostri padri e avi hanno sofferto e dato la vita.

Questo, a maggior ragione, in presenza di un virus che in Italia, secondo i dati resi noti dal governo, ha un tasso di mortalità dello 0,16%, – solo di malattie cardiovascolari ogni anno muoiono più di 250mila persone, lo 0,35% – ovvero ben lontano dalle percentuali a due cifre di altre epidemia del passato, e quando sembrano esserci cure efficaci, per quanto ancora “sperimentali”, come i vaccini del resto.

Quello su cui preme riflettere, e far riflettere, è in tutto questo la palese azione del demonio il quale sta suscitando feroci divisione in ambito ecclesiastico e minando quel po’ di credibilità che il clero ancora conservava. Non che abbia dovuto faticare molto del resto, dal momento che la Chiesa sta attraversando da decenni una grave e profonda crisi, devastata com’è dal virus, ben più pericoloso del Covid-19, del relativismo in virtù del quale molti, dall’ultimo pretucolo di periferia a qualche autorevole cardinale, si sentono in diritto di interpretare e predicare il Vangelo e il Magistero come gli pare e piace e contestare l’autorità del Papa perfino in questioni di fede.

Jean-Baptiste Chautard, abate cistercense e autore de L’anima di ogni apostolato, sosteneva che «a sacerdote santo corrisponde un popolo fervente; a sacerdote fervente un popolo pio; a sacerdote pio un popolo onesto; a sacerdote onesto un popolo empio”». Pensiamo che popolo corrisponderà a un sacerdote ribelle…

E di sacerdoti santi non ce ne devono essere più tanti in giro, perché costatiamo che il popolo è smarrito, ignorante, e a forza di ragionare anch’esso non alla luce del Catechismo ma del “secondo me”, rasenta o abbraccia l’eresia. I più smarriti poi, non sapendo più a quale santo rivolgersi, si rifugiano in una obbedienza cieca e ottusa ad alcuni vescovi che, piuttosto che al Catechismo sembrano obbedire “all’infallibilità” dei virologi e prendono, come tutti, le loro brave cantonate.

La storia, purtroppo, è piena di vescovi che hanno preso decisioni politiche e sociali sbagliate, perché malconsigliati o perché non hanno voluto ascoltare. La questione sanitaria e vaccinale non rappresenta certo una eccezione… Tuttavia anche in questo disastro c’è un aspetto positivo, dal momento che il diavolo fa le pentole ma si scorda i coperchi.

Al termine di tutta questa storia sapremo finalmente chi saranno i veri buoni pastori e i lupi travestiti e i cattolici “adulti”, ovvero coloro che si sentono a posto con la coscienza perché vanno la domenica a messa, obbediscono ciecamente anche quando gli si impone di rischiare il sacrilegio della santa particola ricevendola in mano, in piedi e dopo abbondante spruzzata di Amuchina, ma che poi vivono da atei il resto della settimana, come se Dio c’è o se c’è non centra con la propria vita e per questo si sentono liberi di votare partiti che odiano la Chiesa e la religione, propagandano aborto ed eutanasia, portano l’ideologia gender e omosessualista nelle scuole e negli asili, ma – solo a chiacchiere – sono per i poveri, gli ultimi, i migranti; soprattutto se clandestini e musulmani.

Non sappiamo quando questa via crucis avrà termine e confidiamo nella Santa Madre, che ha posto la Chiesa sotto il suo mantello. Nel frattempo resistiamo come meglio possiamo, cercando di vivere nel mondo – e quindi partecipando anche alla diatriba vaccino si, vaccino no, green pass si, green pass no, spiegando le molte buone ragioni che invitano ad essere prudenti e ragionevoli, ma con pacatezza e senza scendere all’infimo livello di chi denigra, offende, insinua – stando però bene attenti a non uniformarci al mondo.

Il che significa che in nessun caso bisogna cedere alle minacce o al ricatto di governi atei e pagani che magari mentendo cercano di imporre qualcosa senza dare plausibili ragioni o inginocchiarsi di fronte ai nuovi idoli, come quella scienza che pur avendo dimostrato ad abundantiam di non avere dogmi eterni e infallibili, vuol farci credere a forza che il vaccino è la panacea – nonostante vi siano scienziati con pari titoli e autorevolezza che affermino il contrario -. Come se la scienza – e non parliamo della politica! – non fosse sensibile alle sirene della corruzione economica e politica.

Ebbene si, viviamo in tempi difficili in cui tutte le bussole sembrano essere impazzite e se forse non siamo alla fine dei tempi ciò che preparerà quell’evento deve essere molto simile all’attuale caos. Per questo ai preti ancora di sana dottrina chiediamo imploranti: uscite allo scoperto, chiamate a raccolta il gregge che mai come ora ha bisogno di essere guidato e confortato. Non abbiate paura di disobbedire a che ha perso la retta via, perché l’obbedienza è virtù, ma solo quando è orientata al bene.

Chi vuole essere buon cattolico approfondisca la dottrina di sempre e cerchi sante e autorevoli guide, il Signore esaudirà senza dubbio questa preghiera. In primo luogo a noi stessi ricordiamo che alla fine della vita dovremo rendere conto a Dio, e non al signor Draghi o a quei cattolici “adulti” e ideologicamente pro-Green Pass!

 


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