Quali sono le certezze bibliche sull’uomo?


L’UOMO: IMMAGINE DI DIO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Quali sono le certezze bibliche sull’uomo?

L’uomo è fatto “ad immagine e somiglianza di Dio” (cfr. Gen 1,26): è stato plasmato da Dio con cura particolare. Egli ha preso la terra per farne il corpo e poi gli ha dato vita insufflandogli  l’anima. Così l’uomo è fatto di due principi: terra e cielo, materia e spirito, anima-lità e spiritualità messe insieme (cfr. anche Sir 17,1-12). Siamo cosa ben diversa che una bestia più evoluta delle altre! L’uomo è il re del creato (impone i nomi agli animali), ma in dipendenza assoluta da Dio, suo Creatore e Signore. La sua condizione edenica era di piena felicità e comunione con Dio. Il Salmo 8 arriva a dire che l’uomo è “poco meno di un Dio” (v. 6) e tutto Dio gli ha messo in suo potere: la terra, il mare, il cielo, le piante, le erbe e gli animali che vi sono numerosi. Egli è fatto per dominare il mondo e rendere gloria a Dio suo creatore e Signore di tutto. Egli è il punto più alto della creazione materiale e fatto simile agli Angeli per la sua parte spirituale e cioè per la sua anima immortale. Egli è “persona”, cioè un essere cosciente di sé, un soggetto capace di dialogare con gli altri, di conoscere la verità, di amare ed entrare in comunione. All’uomo Dio si rivolge e parla; assegna compiti e comandi: lo mette alla prova e dopo la colpa, lo castiga.

Cosa vuol dire ad immagine e somiglianza di Dio?

Dio non è materia e non ha corpo; quindi la somiglianza non si deve porre sul piano della materia o del corpo, ma su quello puramente spirituale. E qui troviamo che l’uomo ha qualcosa di veramente grande, che lo fa simile a Dio e capace d’infinito. Si tratta dell’essere persona dotata di volontà libera e d’intelligenza. Inoltre l’uomo è destinato alla vita eterna oltre la morte, mentre gli animali con la morte cessano di vivere. Come persona l’uomo è cosciente e libero, capace di relazionarsi ad altri nell’amore ed entrare in piena comunione.

Tra lui e gli animali c’è un abisso: questi sono bestie incoscienti, capaci solo di stare in branco e di soddisfare i bisogni vitali e riprodursi senza capire ciò che fanno. Non fanno discorsi, né tra loro né con gli uomini né con Dio: essi vivono e si riproducono secondo la legge del Creatore e non sgarrano.

L’uomo invece è capace di dialogare con Dio, è in grado di porsi come un “io” di fronte ad un “Tu” divino che lo precede e lo pone in essere per amore. È stupendo che Dio parli con l’uomo, gli faccia dei doni e delle promesse, gli chieda ubbidienza cosciente e libera, come a figli. L’uomo è capace di dire “sì o no” a Dio! Amare liberamente è la sua vocazione.

Come coppia uomo-donna, l’essere umano si trova in comunione d’amore simile alla Trinità, che è perfettissima comunione d’amore. È capace di dialogare, progettare un futuro e cooperare insieme per attuarlo. La coppia è feconda di figli e di conquiste nella conoscenza della verità. Può anche devastare e interrompere questa comunione con il disamore e la colpa. E ciò quando usa male del suo libero arbitrio.

Dio pone l’uomo come suo luogotenente nell’Eden e tutto mette sotto ai suoi piedi (cfr. Sal 8), cioè lo fa “signore” del creato, perché egli è la Sua creatura prediletta, ben superiore a tutte le altre. A questi dati naturali, bisogna aggiungere la “grazia”, che ci fa partecipi della natura divina. Le bestie non sono capaci di tale dono, perché non dotati di ragione. Solo l’uomo ha un’anima immortale e capace di amare Dio. E se, dopo la colpa, la grazia fu perduta, per mezzo di Cristo essa è stata riottenuta e ci viene concessa mediante la fede in Gesù e i Sacramenti. È in Cristo che diventiamo veramente simili a Dio, Suoi veri figli e santi.

Cosa vogliono dire spirito, anima e corpo”?

San Paolo, scrivendo ai Tessalonicesi, dice: “Il Dio della pace vi santifichi pienamente, sicché tutto il vostro essere: spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per quando tornerà il Signore nostro Gesù Cristo” (1 Tes 5, 23).

Forse che i principi costitutivi dell’uomo sono tre invece che due? No. Spieghiamo in dettaglio. I principi sono due (corpo e spirito), ma lo spirito in quanto forma il corpo e gli dà vita, si chiama anima. L’unione dei due principi crea tre sfere: quella organica (corpo), quella  mentale (anima), quella puramente spirituale (spirito). Le tre sfere tra loro sono comunicanti e ne risulta un solo essere (l’uomo), identico a se stesso, unico, personale, dipendente dal mondo ma proiettato in Dio. Vediamo in dettaglio le tre sfere.

*Sfera spirituale

È l’io con le sue facoltà spirituali: di conoscenza intellettiva capace di attingere la verità, di volere liberamente un bene desiderato, di amare con amore di comunione personale, di dialogare con intelligenza e amore con altre persone (umane, angeliche, divine). Qui è il “cuore” dell’uomo: qui vuole abitare Dio. Egli vuole essere amato “con tutto il cuore”.

*Sfera mentale

È la zona dove lo spirito s’incarna, la sede della coscienza di sé, del pensiero, degli affetti, della memoria, dei desideri. Ma è anche la sede che dà vita e unità organica al corpo materiale, perché diventi il “mio” corpo, con tutte le sue funzioni ben integrate: respiro, circolazione, digestione, metabolismo, attività cerebrale, endocrina, escretoria, emopoietica, etc.

*Sfera fisica

È il corpo con tutte le sue funzioni organiche e bisogni fisici: alimentazione, movimento, crescita, sviluppo, protezione, riposo, attività, respiro, ricambio, ambiente idoneo, apprendimento, scambi energetici, etc. Localizza la persona nel tempo e nello spazio, in una cultura e popolo particolare. Deriva dai genitori, che danno non solo il corredo genetico, ma anche un cumulo di informazioni e abitudini di vita.

Queste tre sfere (spirituale, mentale e fisica) sono interdipendenti e unite all’io, alla persona concreta fino a quando non muore. La morte viene per il distacco dello spirito (o anima) dal corpo, che così diventa prima cadavere e poi polvere (cfr. Gen 3,19 “In polvere ritornerai”); l’anima immortale vive lo stesso (nell’aldilà), mentre il corpo si disfà nei suoi elementi minerali; ma all’ultimo giorno risorgerà, come ha detto Gesù, e si riunirà con la sua anima: per una risurrezione gloriosa o tenebrosa, a seconda del destino ultimo (Paradiso o Inferno). Di certo, le anime “separate” sono incomplete e se l’uomo è destinato all’eternità, è logico pensarlo intero, anima e corpo anche nell’eternità. Questo infatti, ci è stato rivelato da Gesù (cfr. Gv  5,25-29). È bello sapere che tutto l’uomo vedrà Dio e godrà una beatitudine infinita. Per questo siamo stati creati. Ma ciò avverrà solo se l’uomo percorre le vie della verità e dell’amore, così come Gesù, l’Uomo-Dio ci indica col suo Vangelo.

Quale destino eterno?

La tattica satanica è quella di negare sempre la verità rivelata, d’incatenare l’uomo al mondo, di ridurlo alla sola dimensione materiale, di legarlo ai piaceri dei sensi, di alienarlo dal Cielo, la patria definitiva dov’è la vera felicità e dove Dio l’attende. Ateismo teorico e pratico, evoluzionismo ateo, materialismo, ricerca di evasione, bevande inebrianti, droghe, musica satanica e simili trovate sono surrogati del Paradiso, che lasciano il cuore vuoto, l’amaro in bocca, la coscienza sottosopra, il fisico devastato, la mente ossessionata.

Tutti gli uomini devono sapere di essere stati fatti per Dio e che solo in Lui avremo pace e gioia eterna.

Gesù: Uomo-Dio

Egli è l’immagine perfetta dell’uomo divinizzato pienamente, per la presenza del Verbo che in lui si fece “carne”. Egli, morto e risorto, dà lo Spirito, perché l’uomo possa essere nuova creatura, vivente di vita immortale.

 


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