L’Osservatorio Van Thuân denuncia la deriva totalitaria assunta dal governo Draghi

L’Osservatorio Van Thuân denuncia la deriva totalitaria assunta dal governo Draghi

PREOCCUPA IL SUPERPOTERE CHE LO STATO SI ATTRIBUISCE CON LA SCUSA DI PROTEGGERCI DA UNA PANDEMIA ORMAI PRESSOCHÉ INESISTENTE…

A cura di Pietro Licciardi

L’Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuân sulla dottrina sociale della Chiesa, che ha sede a Trieste ed è diretto da Stefano Fontana, ha diffuso un comunicato per commentare le proteste che si sono svolte nei giorni scorsi a Trieste e nel resto d’Italia da parte degli oppositori al cosiddetto Green pass.

Nel comunicato l’Osservatorio attribuisce le proteste al disagio e la sofferenza di molti «verso il nuovo autoritarismo sanitario, sociale e politico che interviene a bloccare la vita sociale e ad esercitare un controllo sui movimenti, sulle azioni e sulle coscienze degli individui in forme preoccupanti per la libertà e per la dignità delle persone, delle famiglie, dei corpi intermedi, allineati dall’alto a comportamenti obbligatori anche in mancanza di veri motivi di emergenza».

Si è trattato di pacifiche manifestazioni, peraltro trascurate dai media ufficiali – si legge sempre nel comunicato – che esprimevano il disagio per il superpotere che lo Stato si attribuisce con la scusa di proteggerci da una pandemia ormai pressoché inesistente.

«Il carattere sostanzialmente pacifico e di popolo delle manifestazioni denuncia l’eccesso di controllo da parte delle pubbliche istituzioni e l’idea che criticare il Green pass sia il principale pericolo per la Repubblica. La sproporzione degli interventi delle forze dell’ordine, la demonizzazione di chi non vuole sottomettersi all’ingresso dello Stato nelle coscienze in campo sanitario ed etico, la determinazione del sistema politico a costringere, anche tramite ricatto, ad una vaccinazione dai molti aspetti problematici che solo la coscienza personale può valutare, ci dicono che i fatti di Trieste sono il fenomeno di una volontà politica di ampio respiro che va respinta».

L’Osservatorio pertanto dichiara il proprio sostegno ai dimostranti triestini non solo per il trattamento che hanno subito, ma soprattutto perché la loro denuncia delle derive autoritarie su temi essenziali della vita civile ha fondamento reale.

«Nonostante la narrazione ufficiale ci presenti un quadro del nostro Paese in ripresa proprio grazie al Green pass, è invece proprio il Green pass a dimostrare il blocco autoritario del sistema politico e forme di decomposizione della nostra vita sociale. Da quando si è deciso di non curare ma di vaccinare; da quando si è deciso di obbligare a vaccinarsi direttamente o tramite il ricatto di non poter più lavorare o di non poter più entrare a prendere il proprio bambino alla Scuola materna; da quando si è deciso di fornire dati contraffatti e allarmistici; da quando si è confezionato il format di una vulgata da distribuire alle masse a cui si sono attenuti anche giornalisti e sindacati; da quando si è voluto negare il diritto della coscienza personale a giudicare del bene da fare qui e ora, sia negando che i cosiddetti vaccini anti-covid non sono vaccini ma sieri genici, sia negando il loro carattere sperimentale e le loro reali e possibili conseguenze negative … si è capito che si era davanti ad un progetto di controllo sociale e politico di ampia portata, non contingente ma sistemico, che avrebbe prolungato artificialmente l’emergenza perché ad esso utile e funzionale».

Le dimostrazioni di dissenso – sempre secondo l’Osservatorio Van Thuân – sono la fase acuta del profondo disagio che molti italiani provano davanti a questo progetto di sperimentazione sociale condotto dall’alto. Non si tratta solo di difendere la democrazia nei suoi aspetti formali, ma di difendere le basi più elementari del bene comune. Se il potere politico oggi fa questo, cosa potrebbe fare domani?

«In questi mesi ed anche in questi giorni siamo rimasti impressionati dalla convergenza, come se ci fosse un’unica regia, dei centri di potere su un’unica tesi, diffusa tramite un’unica narrazione, diramata tramite alcuni ripetuti slogan: la libertà non è un fatto individuale, il Green pass ci permette di essere liberi, il Green pass permette la ripresa economica … Perfino la resurrezione del Fascismo è stata utilizzata per confondere le acque. Nel frattempo sono stati vaccinati i giovani, senza alcun vero motivo sanitario e senza tener conto dei danni che ne potranno derivare a lungo termine; nel frattempo si parla di vaccinare obbligatoriamente i bambini dai 5 ai 12 anni, una vera e propria violenza gratuita, date l’assoluta inutilità e pericolosità della procedura, stante l’assenza di emergenza e stante la mancanza di dati sulle possibili conseguenze a lungo termine; nel frattempo il potere politico ha mentito in molte occasioni, ha bloccato la vita politica per mesi e ha chiamato ancora una volta al governo un uomo cooptato dallo stesso sistema; nel frattempo si è obbligato il popolo a fare i tamponi tre volte la settimana non per poter andare a ballare in discoteca ma per lavorare, si sono obbligati gli studenti allo stesso trattamento per poter studiare in biblioteca, si ritiene normale far fare la fila davanti alle farmacie dalle 5 del mattino mentre i dati sul contagio, sui ricoveri e sulle morti cadono a picco e sparirebbero anche di più se fossero forniti e interpretati correttamente».

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