Un rapporto mostra la brutale persecuzione dei cristiani in Corea del Nord


LA COREA DEL NORD È IL PEGGIOR PAESE AL MONDO IN TERMINI DI PERSECUZIONE DEI CRISTIANI, E IL CARATTERE CHIUSO DEL PAESE RENDE DIFFICILE OTTENERE DATI CONCRETI…

Di Angelica La Rosa

 

 

Percosse ai prigionieri accusati di aver pregato. Arresti e torture di persone per il semplice possesso di una Bibbia. Sono alcune delle attività della dittatura comunista nordcoreana secondo il rapporto “Korea Future”, che ha raccolto anni di testimonianze. Il rapporto si basa sulle interviste fatte con i disertori nordcoreani e fornisce dettagli sulla detenzione e la tortura dei cristiani nordcoreani nell’ultimo decennio, comprese le violazioni documentate dei diritti umani avvenute di recente, nel 2019.

L’ONG ha riscontrato diversi casi in cui una persona è stata arrestata perché in possesso di una Bibbia. Una giovane donna, per esempio, detenuta per avere una Bibbia, è stata “picchiata con un bastone di legno fino a quando un superiore è intervenuto dopo aver sentito le urla della vittima”. E questo mentre era in custodia presso il Comando Centrale del Ministero della Sicurezza di Stato coreano.

Un’altra vittima, una donna sulla cinquantina che faceva parte di una chiesa sotterranea, è stata picchiata così duramente nel 2019, mentre era in detenzione, che successivamente è morta per le ferite riportate.

La Corea del Nord è stata a lungo identificata come il peggior Paese al mondo in termini di persecuzione dei cristiani, eppure il carattere chiuso del Paese ha reso difficile ottenere dati concreti sull’esistenza della pratica cristiana clandestina. Adesso il rapporto Korea Future, e il relativo database, documentano 456 violazioni dei diritti umani dal 1987 al 2019, sia contro gli aderenti allo sciamanesimo nordcoreano sia contro i fedeli del cristianesimo (in quest’ultimo caso sono stati registrati 167 gravi violazioni dei diritti umani perpetrate contro 91 cristiani tra il 1997 e il 2019).

Entrando nello specifico, 34 persone sono state arrestate per possesso di articoli religiosi, 23 sono state detenute per aver praticato attività religiose in Cina e 21 persone sono state sequestrate per avere praticato una fede religiosa nella stessa Corea del Nord. In 28 casi sono state documentate forme di tortura e trattamento crudele, inumano o degradante perpetrate da agenti del Ministero della Sicurezza dello Stato e del Ministero della Sicurezza del Popolo contro i cristiani.

“Nei casi in cui si poteva stabilire che i detenuti fossero fedeli del cristianesimo, il loro crimine era considerato ‘politico’ e venivano trasferiti dai centri di detenzione a livello di città o contea ai centri di detenzione a livello provinciale o nazionali o ai campi di internamento gestiti dal ministero della Sicurezza dello Stato”, si legge nel rapporto.

I ricercatori hanno scoperto che molti nordcoreani hanno appreso del cristianesimo durante il loro soggiorno in Cina. È il caso di Kim Gap-ji, un nordcoreano detenuto in Cina insieme a un pastore cristiano. La Cina ha rimpatriato Kim in Corea del Nord, dove è stato indagato per quasi cinque mesi e ha subito forme di tortura, oltre a trattamenti crudeli, disumani e degradanti. Alla fine, Kim è stato condannato a tre anni nel campo di rieducazione di Chongori. Dopo il suo rilascio, Kim ha detto di aver predicato segretamente il Vangelo in Corea del Nord fino al 2017, anno in cui è fuggito dopo aver appreso che una persona a cui aveva predicato era un informatore del Ministero della Sicurezza dello Stato.

Il rapporto sui diritti umani accusa il governo cinese di violare il principio di non respingimento, che vieta il rimpatrio di una persona quando vi è motivo di ritenere che sarebbe in pericolo al suo ritorno. Gli investigatori hanno anche documentato casi di funzionari pubblici cinesi che hanno sigillato i fascicoli dei nordcoreani detenuti in Cina come associati al cristianesimo prima di deportarli in Corea del Nord.

“Le prove mostrano che le vittime sono state sottoposte a colpi fisici con oggetti, pugni e piedi; all’ingestione di alimenti contaminati; alla tortura posizionale; alla privazione del sonno e tante altre violenze”, dice il rapporto.

A differenza della Corea del Nord, il cristianesimo in Corea del Sud ha visto una rapida crescita negli ultimi decenni, secondo il Pew Research Center. In particolare, la popolazione cattolica della Corea del Sud è aumentata di quasi il 50% negli ultimi 20 anni.

 


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