L’inscindibile realtà dei sacri cuori di Gesù e Maria


UNA SPECIALISSIMA DUALITÀ DI CREATORE E CREATURA PREDILETTA, DI MADRE E FIGLIO, DI REDENTORE E CORREDENTRICE

Di Teofilo Siculo

Da quanto possiamo sapere, la Vergine Maria fu in modo specialissimo unita alla SS. Trinità fin dal momento del suo concepimento immacolato e cioè fin dall’istante della sua creazione. Le grazie di cui fu dotata colei che era destinata ad essere la Madre del Verbo incarnato, non hanno paragone con le grazie concesse a qualsiasi creatura angelica o umana. In tutta la sua esistenza di giova-netta e di ragazza, tali grazie aumentarono, per la felice corrispondenza della Vergine, fino all’istante del suo “fiat” all’incarnazione del Verbo. In quel momento, principio della nostra salvezza, fu creato dalla SS. Trinità il Sacro Cuore di Gesù: l’abisso divino-umano della grazia, sorgente di tutte le grazie e le benedizioni per gli uomini.

Da allora i due Cuori di Maria e di Gesù furono uniti in un’unica inscindibile realtà, fatta da un Dio e una Donna fusi insieme per sempre, Lui nella Sua divina essenza uno col Padre e con lo Spirito Santo, lei nella sua umanità resa madre del Verbo incarnato, della sua carne umana, per la quale è nostro fratello. Da quel momento è stato fatto il “ponte” tra Dio e l’umanità, attraverso il quale passano tutte le suppliche a Dio e tutte le Sue risposte di grazia e di misericordia per gli uomini. I due Cuori, cioè le due Persone di Gesù e di Maria, sono uniti in una specialissima dualità di Creatore e creatura prediletta, di Madre e Figlio, di Redentore e Corredentrice, di Maestro e discepola, di Crocifisso e Addolorata, di Risorto e Assunta in cielo come Regina, a fianco del Re.

È chiaro che questa è la volontà del Padre: che i due siano per sempre uniti: nella vita, nella morte, nella gloria. La loro missione a salvezza dell’uomo continua sempre, perché tutti possano ricevere tramite loro, come da un’unica fonte, la vita nuova del Risorto. Proprio in loro Dio riceve il massimo culto e la massima gloria. Questi due Cuori uniti insieme sono uno la Sorgente divina della grazia e l’altro la fonte che fa sì che la Sorgente diventi accessibile a tutti. Gesù nuovo Adamo e Maria nuova Eva sono i capostipiti della nuova umanità redenta dal Sangue di Cristo, a cui la Vergine Addolorata partecipò pienamente col suo immutabile “fiat!”. Col loro Sacrificio, diventato unico sul Calvario, essi fanno ripartire l’umanità da una nuova origine e “partoriscono” nel dolore i figli di Dio, nella grazia e nella verità.

Uniti insieme, i Sacri Cuori costituiscono il centro dinamico del Corpo Mistico di Cristo, il “cuore” appunto, l’organo propulsore che fa vivere tutto il corpo e tutti i singoli organi, irrorandoli di sangue vitale, che è la vita divina. Nell’ordine del tempo, Maria precede, Cristo segue; nell’ordine del merito, Cristo è il Redentore, Maria la Corredentrice e la Mediatrice di tutte le grazie. Gesù, Uomo-Dio, è la sorgente inesauribile della vita divina e di tutte le benedizioni; Maria è la fonte intimamente collegata alla sorgente, che permette di attingervi senza limiti. Forse a questo allude l’acqua che spesso sgorga prodigiosamente nei luoghi delle apparizioni mariane, come a Lourdes.

Qual è il ruolo specifico dei due? Forse ci è utile l’analogia col cuore umano. Maria è come la parte destra del cuore; Gesù come la parte sinistra. Nel corpo umano, la parte destra del cuore serve a ricevere il sangue venoso e convogliarlo nei polmoni, dove sarà depurato e ossigenato. La parte sinistra del cuore riceve il sangue ossigenato e lo invia in tutto il corpo per renderlo vitale e ben funzionante in ogni suo membro. Le due parti lavorano all’unisono.

In verità, Maria SS. attira a Gesù le anime e dà loro l’impulso a purificarsi (cfr. “Andate a lavarvi!” detto nella grotta di Massabielle). La purificazione avviene lasciando il peccato e immer-gendosi nello Spirito Santo. Allora, come i globuli rossi nei polmoni lasciano ogni tossicità e diventano rossi rutilanti per l’ossigeno ricevuto, così le anime che si convertono a Dio e ricevono il dono dello Spirito Santo e il perdono. Egli dà loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo e li rende belli e vitali per la Chiesa. A sua volta, Gesù riceve le anime purificate col suo Sangue e ripiene del suo Spirito e le invia in circolo a rivitalizzare il suo Corpo Mistico. L’impulso vigoroso che egli dà è la carità. Il Corpo Mistico infatti, vive perché animato dallo Spirito Santo come indefettibile alito di vita e anche perché tanti cristiani sono vivi e vitali, viventi nell’amore di Dio e del prossimo.

I Sacri Cuori di Gesù e di Maria pulsano sempre e mai verranno meno, perché Dio è con loro indefettibilmente. Ed è con loro nell’atto di darsi, di concedere grazia e misericordia, di dare vita e salute, fecondità di opere e frutti di santità. Essi danno la più grande gloria a Dio, perché fanno vivere gli uomini che erano morti e ritornare i figli che erano perduti e permettono al Padre di riabbracciarli e di imbandire per loro il Banchetto nel Regno dei cieli.

Beato chi arriva ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Per loro si realizzano le profetiche parole di Isaia: Tu dirai in quel giorno: «Ti ringrazio, Signore; tu eri in collera con me, ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato. Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza. Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza». In quel giorno direte: «Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime. Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose grandiose, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele» (Is 12,1-6).

Come arrivare e rimanere con Gesù e Maria? Ce lo insegna la Chiesa e la santa Tradizione: con la preghiera del santo Rosario, con lo studio amoroso del Vangelo e di tutte le Sacre Scritture, con la devozione autentica basata sulla consacrazione e imitazione dei Sacri Cuori, con la santa Messa giornaliera ben partecipata e la preghiera di adorazione a Gesù Sacramentato, con l’apostolato della Consolazione verso gli afflitti e la carità verso il prossimo, con la fedele testimonianza cristiana dell’amore di Dio verso tutti. Chi ama i Sacri Cuori è gradito a Dio e riceve in dono quella mitezza ed umiltà che rendono così amabile la persona, proprio perché simile a Gesù mite e umile di cuore. Da lui “scaturiranno fiumi di acqua viva” (Gv 7,38).


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