Altro che governo dei migliori! Dall’esecutivo Draghi variegate dimostrazioni d’incompetenza e Parlamento delegittimato


di Giuseppe Brienza

IN QUESTI PRIMI 9 MESI DI ESECUTIVO DRAGHI NON SONO MANCATE DIMOSTRAZIONI D’INCOMPETENZA, DALLA GESTIONE DELLE PIAZZE E DEI RAVE PARTY DEL MINISTRO LAMORGESE AL “DL BOLLETTE” CHE, METTENDO INSIEME TEMI COSI’ DIVERSI COME IL PERSONALE SCOLASTICO E IL CONSUMO DELL’ENERGIA, È PASSATO COME “DECRETO FRANKSTEIN

 

L’avv. Jesús Avezuela Cárcel, direttore generale della Fundación Pablo VI di Madrid e presidente delle Settimane Sociali di Spagna, ha evidenziato in un suo recente editoriale intitolato Il “governo dei migliori”, come negli ultimi decenni, a causa di una moltitudine di fattori, la qualità del personale politico in Europa sta diminuendo esponenzialmente, «con i risultati indesiderati che, in modo generalizzato, si stanno verificando in molti Paesi e, in particolare, con un chiaro deterioramento delle rispettive Istituzioni». Fra queste, diremmo, soprattutto le istituzioni parlamentari. Ma facciamo un passo indietro.

Annunciando lo scorso febbraio la nascita del “Governo dei migliori”, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, palesemente scuro in volto, ha chiesto alle forze politiche in Parlamento di votare «un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica». A parte il fatto però che i Governi “Tecnici” non esistono, abbiamo visto in questi ultimi 9 mesi di esecutivo presieduto da Mario Draghi diverse e variegate dimostrazioni d’incompetenza. Ne citiamo solo due.

La disastrosa gestione delle piazze (vedi su tutte piazza del Popolo a Roma) e dei Rave Party da parte del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese  e la predisposizione del recente “Dl bollette” che, mettendo insieme temi completamente diversi come il personale scolastico (Ata) e la politica dei consumi energetici, è stato giustamente definito dall’opposizione “Decreto Frankstein”.

«Il Parlamento viene trattato come un passacarte dal governo, senza possibilità di incidere in alcuna maniera sui decreti», ha denunciato il deputato di FdI Federico Mollicone in relazione ai continui colpi di fiducia e tagliole parlamentari operate dall’esecutivo anche in questo caso. Ed ha aggiunto: «Chi ha scritto questo decreto non ha contezza del lessico normativo e non cita nemmeno nel titolo gli ambiti su cui interviene. Ci chiediamo come abbiano fatto i tecnici di Camera e Senato ad accettare un atto di natura simile».

Per quanto riguarda il primo caso, a tacer dei fatti del Rave di Viterbo, invitiamo a considerare una sola circostanza. Se il 9 ottobre alla manifestazione No Green Pass di Roma le autorità di pubblica sicurezza sapevano perfettamente che il corteo di esagitati stava dirigendosi verso la sede della Cgil, perché sono stati inviati meno di dieci agenti a presidio dell’ingresso del palazzo? Poliziotti che, naturalmente, non hanno potuto impedire le devastazioni e si sono dovuti prendere anche un fracco di botte.

Ma stando così le cose, nota Avezuela Cárcel, se è vero come nell’attuale sistema democratico «un politico che gestisce i nostri interessi non ha l’obbligo di accreditare alcuna conoscenza», allora un “Tecnico” che non operi tecnicamente bene dovrebbe essere sostituito subito! Altrimenti incompetenti per incompetenti allora che se li scelga il popolo – anche indirettamente tramite le Istituzioni parlamentari – i propri rappresentanti governativi!

Tanto più se, come ha dichiarato il capo dello Stato nell’appello alle forze politiche per favorire la costituzione del Governo Draghi, quest’ultimo è destinato a fare «fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili» che sta attraversando il Paese.

L’appello di febbraio è stato in realtà la più radicale sconfessione “istituzionale” di una intera classe politica. Il crescente esautoramento delle Camere elettive che il Governo Draghi, volente o nolente, sta operando in questi mesi, ha operato a mio avviso lo sfaldamento definitivo non solo dell’attuale classe parlamentare italiana ma della stessa democrazia conquistata nel 1948.

La nostra rappresentanza politica futura ha quindi bisogno anzitutto di riconquistare la fiducia del popolo! Questo per evitare che l’implosione dell’attuale classe politica si traduca in ulteriore sottrazione di sovranità, soprattutto in un periodo storico che vedrà la gestione di un “aiuto” – in realtà “prestito finanziario condizionato” (fra l’altro di soldi provenienti in gran parte dalle casse dello stesso Stato Italiano) – senza precedenti come il PNRR.

I cittadini responsabili, che vogliano cioè cercare di evitare di divenire sudditi di un Potere tecnocratico Globale, hanno il diritto e il dovere di contribuire a sostenere una nuova classe politica. Non liquida ma “solida”, in termini cioè sia organizzativi (partiti e movimenti strutturati) sia personali (rappresentanti i più capaci e onesti possibili). Insomma, ai prossimi appuntamenti elettorali, non dobbiamo (in questo caso sì!) “disertare” le urne…

Se gli Italiani si astenessero anche alle nuove elezioni politiche contribuirebbero a sospendere la “loro” democrazia o, più precisamente, subappaltarla a circoli elitari esterni e nemici della Nazione.

 


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