Maria Immacolata: il capolavoro di Dio, l’arma più potente


di Diego Torre

UN PO’ DI STORIA

 

Era chiaro al Beato Pio IX che la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (1854) andasse di pari passo con la confutazione degli errori della modernità. Egli inizialmente pensava di unire strettamente i due aspetti,  promulgando il dogma edinsieme pubblicando l’enciclica Quanta Cura ed il Sillabo (“elenco dei principali errori dell’età nostra”). Fu costretto invece a pubblicare gli ultimi due ben 10 anni dopo, l’8.12.1864, per evitare l’attacco del mondo liberal-massonico; ma l’aggressione rabbiosa avvenne lo stesso.

Juan Donoso Cortes, che tanto contribuì all’elaborazione di quei testi, scriveva al card. Fornari nel 1852: “tra gli errori contemporanei non ve n’é alcuno che non si risolva in un’eresia; e tra le eresie contemporanee non ve n’é una che non si risolva in un’altra, già condannata nel tempo antico dalla Chiesa”.

La corrispondenza di ogni errore in campo filosofico e politico-sociale ad un’eresia, è la premessa di tutto il Sillabo. Esso venne promulgato con l’enciclica Quanta Cura, che  il Beato Pio IX concludeva  chiedendo l’intercessione “dell’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio che sconfisse tutte le eresie dell’universo mondo”. E’ il ruolo a cui l’Immacolata è chiamata da Genesi ad Apocalisse! “L’Immacolata schiaccia il capo del serpente e distrugge il suo enorme corpo composto dalle più svariate eresie dei vari tempi e luoghi (Scritti Kolbiani1330).

La modernità infatti si fonda sull’autosufficienza dell’uomo, della sua ragione, della sua volontà di definire il bene ed il male. E’ l’antica presunzione dell’Eden che vestì nell’800 i panni del liberalismo e del positivismo, e oggi indossa quelli del relativismo.

E’ l’immacolato concepimento dell’uomo, buono per sua natura (Rousseau), che si salva da solo in questo mondo, o con dottrine filosofiche  o politiche, o lasciandosi dominare dai suoi capricci e dai suo istinti. “…da dove cominciano i nemici della fede quando vogliono spargere dappertutto i loro gravi errori, che fanno vacillare la fede di molti? Negano che l’uomo sia mai decaduto per il peccato, e sia stato perciò degradato dalla sua primitiva condizione. Perciò ritengono una favola non solo il peccato originale, ma anche i danni che ne scaturirono: che, cioè, la radice del genere umano sia corrotta; che tutta la discendenza degli uomini sia guastata; che in tal modo sia entrato tra gli uomini il male, e che quindi fosse inevitabile la necessità di un Riparatore. Ammessi questi principi, è facile comprendere che non vi è posto per Cristo, per la Chiesa, per la grazia, e per tutto l’ordine soprannaturale: in una parola, l’intero edificio della fede viene scosso dalla base. Al contrario, se i popoli crederanno e riconosceranno che Maria Vergine fin dal primo istante della sua concezione fu libera da ogni macchia, necessariamente ammetteranno anche il peccato originale, la redenzione degli uomini per mezzo di Cristo, il Vangelo, la Chiesa e, infine, la stessa legge del dolore: principi che sradicheranno e scuoteranno tutto ciò che sa di « razionalismo » e di «materialismo» (enciclica Ad Diem Illum di S.Pio X, promulgata in occasione del 50° anniversario della proclamazione del dogma).

 


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