Perché Dio non ha salvato la vita degli altri bambini di Betlemme?


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MARTEDI’ 28 DICEMBRE 2021

Santissimi Innocenti martiri

Dal Vangelo secondo san Matteo 2,13-18 

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».

COMMENTO

Davanti a questo brano sorge spontanea una domanda: perché Dio ha salvato la vita del bambino Gesù e non si è preoccupato di quella degli altri bambini? Sappiamo che il male non viene da Dio, ma in questo mondo è presente il mistero dell’iniquità, il male esiste e opera, e anche se sappiamo che non avrà l’ultima parola, è però indubitabile che se non vincerà la guerra finale, molte battaglie le vince. Dio tollera il male, per motivi che non possiamo comprendere fino in fondo. Dio non fa mancare il suo sostegno a chi gli chiede di aiutarlo ad uscire dalla condizione di peccato, ma di solito non impedisce le nostre azioni malvagie quando abbiamo deciso, con consapevolezza e libertà, di fare ciò che è male ai suoi occhi ed è dannoso per noi.

Dio non ha fermato la mano dei sicari di Erode, che hanno colpito le piccole vittime. Erode era un ladro, un usurpatore, ma di queste cose nessuno si ricorda: il suo nome resterà per sempre legato a questo evento terribile. Ma pensiamo un attimo: quanti saranno stati al tempo di Gesù i bambini con meno di due anni del circondario di Betlemme? Alcuni studiosi dicono sei. Certo, fosse stato anche uno solo, sarebbe una cosa terribile. Ma pensiamo un attimo a quanto succede ai nostri tempi. Oggi, in Italia, legalmente, a spese del Servizio Sanitario Nazionale, vengono uccisi nel seno della madre mediamente trecento bambini al giorno. Oggi, 28 dicembre 2021, questa strage si svolge regolarmente, senza che nessuno ci faccia molto caso. Si calcola che, dall’entrata in vigore della legge che legalizza l’aborto, in Italia siano stati legalmente uccisi più di sei milioni di bambini. Ogni dieci italiani ne manca uno. Sono numeri, ma dietro ogni numero c’è un bambino, una persona voluta, creata e amata da Dio, dotata di un’anima immortale, che avrebbe avuto diritto di vivere. Il grembo materno, voluto dal Creatore come il luogo più sicuro perché una vita possa avere inizio e svilupparsi, è oggi in realtà diventato il posto più pericoloso per un bambino.

Non viviamo nell’indifferenza il crimine dell’aborto. Di questo sangue innocente il Signore chiederà conto non solo a chi materialmente ha commesso e a chi politicamente ha favorito questo delitto, ma anche a chi lo ha permesso con la propria indifferenza. Esistono molte associazioni che operano in questo senso. E’ facile trovarle con Internet. Ognuno faccia quello che può, anche solo informarsi è già qualcosa. Esistono molte altre ingiustizie a questo mondo, è vero, ma il crimine dell’aborto legale è una macchia nera che segna indelebilmente la nostra civiltà.


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