Domani si celebra la 44ª Giornata Nazionale per la Vita


di Diego Torre

I VESCOVI ITALIANI E LA CUSTODIA DELLA VITA UMANA INNOCENTE: DOMANI IN TUTTE LE PARROCCHIE LA 44° GIORNATA NAZIONALE

Con ostinato rigore la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ricorda ogni anno con un suo messaggio il valore fondamentale della vita umana innocente, sacra e inviolabile, sempre e comunque. Nel tempo in cui avanza la cultura di morte, spinta dal relativismo morale e da una visione consumistica della vita stessa, tale richiamo, troppo inascoltato, giunge quanto mai necessario.

Siamo giunti così alla 44ª Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 6 febbraio 2022 sul tema «Custodire ogni vita. “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse (Gen 2,15)».

Il messaggio dei vescovi italiani constata innanzitutto che “Al di là di ogni illusione di onnipotenza e autosufficienza, la pandemia ha messo in luce numerose fragilità a livello personale, comunitario e sociale. Non si è trattato quasi mai di fenomeni nuovi; ne emerge però con rinnovata consapevolezza l’evidenza che la vita ha bisogno di essere custodita. .. Il nostro pensiero va innanzitutto alle nuove generazioni e agli anziani. Le prime, pur risultando tra quelle meno colpite dal virus, hanno subito importanti contraccolpi psicologici, con l’aumento esponenziale di diversi disturbi della crescita; molti adolescenti e giovani, inoltre, non riescono tuttora a guardare con fiducia al proprio futuro. Anche le giovani famiglie hanno avuto ripercussioni negative dalla crisi pandemica, come dimostra l’ulteriore picco della denatalità raggiunto nel 2020-2021, segno evidente di crescente incertezza. “I vescovi affrontano poi le dolorose problematiche degli anziani “una condizione di solitudine e paura” soprattutto per coloro che vivono in strutture residenziali. E poi ancora: la povertà delle famiglie, ed il crollo della natalità, ormai giunto a livelli record dall’unità d’Italia ad oggi.

E se tanti si sono impegnati nel sostegno dei più deboli”… sia nelle diverse espressioni del volontariato, sia nelle forme semplici del vicinato solidale” è emersa in altri la parte peggiore dell’uomo con “manifestazioni di egoismo, indifferenza e irresponsabilità”Anche la riaffermazione del “diritto all’aborto” e la prospettiva di un referendum per depenalizzare l’omicidio del consenziente vanno nella medesima direzione. “ Di fronte a ciò ”… è necessario ribadire che non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire, ma il prevalere di una concezione antropologica e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali. […] Chi soffre va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita; occorre chiedere l’applicazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore (Card. G. Bassetti, Introduzione ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente, 27 settembre 2021). Continua il messaggio “Mettere termine a un’esistenza non è mai una vittoria, né della libertà, né dell’umanità, né della democrazia: è quasi sempre il tragico esito di persone lasciate sole con i loro problemi e la loro disperazione. La risposta che ogni vita fragile silenziosamente sollecita è quella della custodia.

Il problema si pone, ancora una volta, dolorosamente, dinnanzi al tentativo legislativo di introdurre il suicidio assistito in Italia. I partigiani della morte non sono paghi della legge 219/2017, che rende possibile l’interruzione di terapie salvavita e di sostentamento vitale (alimentazione ed idratazione) e la sedazione profonda (troppo profonda…) del dolore.  Vogliono la legalizzazione dell’omicidio, tout court, su semplice richiesta del paziente consenziente, come già avviene nei paesi più “avanzati”. Alla base di tali aberrazioni vi è il concetto  che la vita abbia valore per la sua “qualità”. Quale sarebbe la soglia di qualità  “accettabile”? Ognuno decide per sé! 

Il compito della società, dello Stato e della scienza medica sarebbero soltanto nella complicità assassina. Come reagiranno i cattolici e gli uomini di buona volontà? Ripeteranno il mantra “io sono contrario ma non posso imporlo agli altri”? Vedremo ancora una volta la diserzione in questa ultima battaglia per la vita e la dignità della persona umana?

I vescovi non hanno dubbi: “Come comunità cristiana facciamo continuamente l’esperienza che quando una persona è accolta, accompagnata, sostenuta, incoraggiata, ogni problema può essere superato o comunque fronteggiato con coraggio e speranza.Le persone, le famiglie, le comunità e le istituzioni non si sottraggano a questo compito, imboccando ipocrite scorciatoie, ma si impegnino sempre più seriamente a custodire ogni vita. Potremo così affermare che la lezione della pandemia non sarà andata sprecata”.


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