Droghe: l’unica “leggerezza” è la scelleratezza di chi desidera legalizzarla


di Enzo Vitale

UN CONVEGNO DEL CENTRO STUDI LIVATINO PER CHIARIRE I NO ALLA LEGALIZZAZIONE ALLA DROGA

Si è svolto nel pomeriggio del 6 maggio nella suggestiva Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, il convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, contrasto, prevenzione, recupero organizzato dal Centro Studi Livatino. Questa associazione riunisce magistrati, avvocati, docenti universitari e notai che, «traendo esempio dal magistrato agrigentino ucciso per mano mafiosa nel 1990, del quale è in corso il processo di beatificazione – studia temi riguardanti in prevalenza il diritto alla vita, la famiglia, la libertà religiosa, e i limiti della giurisdizione in un quadro di equilibrio istituzionale».

Il convegno di quest’anno è il primo dopo lo stop pandemico e rappresenta una delle attività esterne dell’associazione che periodicamente organizza eventi per rispondere alle proprie finalità istituzionali.

Folta la partecipazione: la sala era piena. Politici, senatori e deputati, esperti del settore e interessati all’argomento.

Tema di grandissima attualità – che in questi mesi focalizza una intensa attività parlamentare – quello trattato nelle tre ore pomeridiane e, che ha visto l’avvicendarsi di esperti che hanno presentato la questione da un punto di vista scientifico, medico, giuridico, criminologico, sociale. Interessante anche l’intervento in collegamento video di Letizia Moratti che ha relazionato sui “Percorsi di recupero nei sistemi regionali” in quanto Vice presidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia.

Le altre conferenze, nell’ordine di esposizione, sono state del prof. Angelo Luigi Vescovi, Direttore Scientifico dell’IRCSS Casa Sollievo della Sofferenza e dell’Istituto Css-Mendel (“Non è mai ‘leggera’. Profili medico scientifici”) a cui è seguita la relazione (“Strategie di contrasto nazionale”) di Giovanni Russo, Procuratore Nazionale vicario antimafia e antiterrorismo, mentre la relazione del dott. Antonio Maria Costa (assente per motivi di salute) “Il contrasto internazionale al traffico e alla diffusione delle droghe”, è stata presentata da Domenico Airoma, Procuratore di Avellino e vicepresidente del Centro Studi Livatino assieme ad Alfredo Mantovano che, invece, ha introdotto i lavori all’inizio del denso e interessante pomeriggio.

«L’unico modo certo per non vincere è non combattere»: queste, tra le altre, le parole introduttive del dottor Mantovano che, partendo da un fatto di cronaca spicciola, quella a cui, purtroppo, con troppa facilità ci stiamo abituando, ha tracciato il solco dell’intero pomeriggio introducendo i relatori intervenuti.

Tutti hanno, nello specifico delle proprie competenze, chiarito come, parlando di droghe leggere, l’unica leggerezza è quella di chi pretende di approvare e legalizzare droghe che sono un danno constatato per l’intera nostra nazione a tutti i livelli. E non solo per l’Italia.

Eppure, c’è chi insiste: ecco la chiarezza della posizione mostrata sin dal titolo del convegno, Le ragioni del no”. Non esistono droghe leggere, esiste solo una piaga che rischia di segnare il futuro della nostra nazione, facendo del male ad ogni livello.

Degni di nota anche i due messaggi fatti pervenire agli organizzatori del Convegno da parte della Presidente del Senato Alberti Casellati e da parte del Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Parolin.

Ringraziamo per la serietà e meticolosità di chi – in questo caso il Centro Studi Livatino – si distingue per correttezza mostrando fatti che annullano gli scellerati slogan a favore della legalizzazione di ogni tipo di droga, che causa drammi umani, sociali, economici, incalcolabili.

Per coloro che non hanno potuto partecipare all’interessante appuntamento, segnaliamo l’ottimo volume curato da Alfredo Mantovano, Droga. Le ragioni del no. La scienza, la legge, le sentenze (Edizioni Cantagalli, Siena 2022) in cui sono riportati non pochi dei dati presentati questo pomeriggio, nell’attesa di poter leggere e studiare, con attenzione, tutte le relazioni che saranno pubblicate sulla Rivista L-Jus del Centro Studi Livatino.

I lavori si sono chiusi con l’intervento del prof. Mauro Ronco, Presidente del CSL, emerito di Diritto Penale sul “Perché vietare la circolazione e scongiurare l’uso di stupefacenti”.


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