Le vicende umane non sono estranee ai fattori di origine soprannaturale


a cura di Angelica La Rosa

ALLE ORIGINI DELLA TEOLOGIA CRISTIANA DELLA STORIA

Uno dei più gravi errori del nostro tempo consiste nel credere che le umane vicende siano estranee ai fattori religiosi, specialmente a quelli di origine soprannaturale, e che l’intera storia dipenda solo da fattori meramente terreni e temporali, come la cultura, la scienza, la tecnica, la politica e l’economia.

Eppure, almeno fino a ieri, le ideologie più influenti presupponevano una sorta di filosofia della storia chiamata storicismo: ossia quella concezione para-religiosa secondo cui le umane vicende fanno parte di una inarrestabile corrente progressiva mossa da agenti misteriosi e mirante a fini salvifici. Dallo storicismo sono nati movimenti dominanti come illuminismo, liberalismo, social-comunismo, democratismo, positivismo, evoluzionismo, modernismo.

Comunque sia, i drammatici eventi degli ultimi tempi hanno messo in crisi le cosiddette “grandi narrazioni” culturali, manifestando come illusorie le filosofie progressiste della storia e come fallimentari le imprese dei loro movimenti politici. Infatti, ormai chi crede più alla “civiltà moderna”, che ci ha condotto a un vicolo cieco? Chi crede più alle rivoluzioni comuniste, che hanno prodotto miseria e schiavitù? Chi crede più al progresso tecnologico, che sta inquinando la natura e asservendo i popoli? Chi crede più al progressismo cristiano, che ha ridotto la Fede al lumicino?

Purtroppo, questo epocale fallimento della modernità sta spingendo molti a passare dalla ottimistica e ingenua fede nel progresso alla pessimistica e grottesca fede nel regresso auspicato dalle sette postmoderne come quella ecologista. Si realizza così un tipico caso di quel rovesciamento di valori e di progetti provocato dalle grandi illusioni quando suscitano altrettanto grandi delusioni.

Il cristiano deve eludere la falsa alternativa di scegliere tra il ricuperare l’illusione progressista e il ripiegare nella delusione regressista. Egli deve ricordarsi che origine, signore e fine della storia non è l’Uomo né la Vita né la Natura ma è il Dio trinitario, quello Creatore, Redentore e Santificatore; egli deve sapere che la divina Rivelazione dimostra che il senso della storia può essere scoperto e valutato solo ponendosi da una prospettiva religiosa, ossia quella della divina Provvidenza.

A questo mira quel settore della dottrina cristiana noto come teologia della storia. Essa s’impegna a scrutare lo spettacolo delle umane vicende per scorgervi i segni della regìa divina e la trama del progetto provvidenziale, il quale mira non alla deificazione dell’uomo, tantomeno alla “salvaguardia del creato”, bensì a glorificare la Ss.ma Trinità nel tempo e nello spazio. Di questo argomento si occupa Guido Vignelli nel suo ultimo libro “La lotta tra luce e tenebre: Alle origini della teologia cristiana della storia” (Chorabooks, 87 pagine, €12,50).

Un libro da leggere, magari approfittando di qualche ora in più di tempo libero che molti di noi riusciranno senz’altro a ricavarsi questa estate.


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