Paolo Borsellino 1992-2022: la verità negata


di Angelica La Rosa

LA VITA DEL GIUDICE BORSELLINO NEL 30° ANNO DALLA SUA SCOMPARSA: OMISSIONI, MANIPOLAZIONI E LACUNE CHE HANNO CARATTERIZZATO LA STRAGE DI VIA D’AMELIO

“Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere” (Agnese Borsellino)

E’ disponibile da oggi, 13 giugno, nelle librerie italiane il libro “Paolo Borsellino 1992, la verità negata“, a cura del giornalista Umberto Lucentini, con Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2022, 382 pagine, euro 20), una cronologia dei drammatici ultimi giorni che portarono Paolo Borsellino dritto verso il sacrificio della propria vita, il ricordo dei figli, sempre accanto al padre, le lotte del magistrato contro le trame oscure della mafia e dei suoi complici.

Il libro, inoltre, ripercorre la vita del giudice nel 30esimo anno dalla sua scomparsa soffermandosi sulle omissioni, manipolazioni e lacune che hanno caratterizzato la strage di via D’Amelio (il giudice è stato ucciso con una autobomba il 19 luglio 1992 dalla mafia in questa via di Palermo mentre si recava dalla madre per una visita. Con Borsellino sono morti i poliziotti della scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Limuli, Claudio Traina, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina).

In particolare il testo contiene importanti aggiornamenti sui 57 giorni vissuti da Borsellino, dalla strage di Capaci all’attentato di via D’Amelio. Dettagli sui movimenti del magistrato, gli incontri e gli spunti di indagine che ha ricevuto interrogando collaboratori di giustizia o confrontandosi con altri inquirenti. Passi fatti per cercare di fare luce sui mandanti della morte del suo amico e collega Giovanni Falcone.

Con testimonianze inedite, atti processuali, circostanze che man mano si aggiungono alle conoscenze già acquisite, la cronologia dei giorni di Borsellino che dal 23 maggio portano al 19 luglio si è arricchita di nuovi contenuti. Sono tutte notizie oggi al vaglio della magistratura, degli inquirenti, della parte civile dei familiari di Borsellino, che stanno lavorando per tentare di illuminare – seppure con i ritardi che conosciamo – tutti i punti oscuri che fanno da sfondo alla strage di via D’Amelio.

A Caltanissetta è alle battute finali il processo a carico di un funzionario e due ispettori di polizia accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere favorito Cosa nostra. Quello che è stato ribattezzato il “processo sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio” si basa sul lavoro della Procura di Caltanissetta per ricostruire chi avrebbe spinto il “pentito” Vincenzo Scarantino a dichiarare il falso sulle fasi preparatorie della strage. La sentenza è prevista a giorni.

Purtroppo i processi fatti sono stati clamorosamente smentiti dopo 26 anni da una sentenza che ha certificato il depistaggio, definito uno dei più gravi della storia giudiziaria del nostro Paese, che ha tanti protagonisti e comparse: un danno, per la collettività tutta, che a causa del troppo tempo trascorso ha reso difficilissima, se non addirittura impossibile, la ricostruzione della verità processuale.

L’autore del libro, Umberto Lucentini, giornalista del Giornale di Sicilia, ha frequentato Paolo Borsellino ai tempi in cui il magistrato era procuratore della Repubblica a Marsala e avevano progettato di scrivere un libro a quattro mani.


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