Don Mario Pieracci: “Draghi è la finanza, non la polis”

Don Mario Pieracci: “Draghi è la finanza, non la polis”

di Bruno Volpe

DON PIERACCI: “NON ME LA PRENDO CON IL PRETE CHE HA CELEBRATO SUL MATERASSINO, MA CON CHI LO HA FORMATO”

“E’ giusto ricordare i valori cristiani nella politica, se ne parla poco. Sfortunatamente certi richiami valoriali interessano a pochi, oggi sono addirittura perdenti, e se li promuovi ti vanno contro”.

A dirlo in questa intervista per Informazione Cattolica è Don Mario Pieracci, sacerdote, giornalista, volto noto al pubblico italiano per le numerose apparizioni televisive, in qualità di opinionista, in trasmissioni quali Domenica In e La Vita in Diretta.

“Abbiamo ridotto la fede ad un fatto prevalentemente intimo e privato, per una malintesa idea di laicità e abbiamo messo Dio fuori della nostra vita, inclusa quella pubblica. Quasi ci vergogniamo a dirci cristiani e professare in pubblico la nostra fede, sembra dia fastidio”, dice mons. Pieracci. “In sintesi non esiste più una fede forte. La pandemia spiacevolmente ha fatto il resto e solo da poco si rivedono fedeli in chiesa e nelle parrocchie. Regna ancora il timore del virus, ma il virus più grande è l’indifferenza religiosa”.

Commentando il recente viaggio del Pontefice in Canada, dove ha chiesto scusa per le colpe dei cristiani, don Pieracci, che è vicario episcopale per i cattolici di rito latino in terra d’Egitto, ricorda che “il Papa è il Vicario di Cristo, ma non è il padrone della Chiesa. Ha il compito di confermare i fedeli nella fede. Solo il futuro ci dirà se questo modello pastorale è giusto e no. Se lo Spirito Santo lo ha voluto ci sarà un motivo”.

Riflettendo sulla finanza e sul bene comune, mons. Pieracci ricorda che “la dottrina sociale ci chiede di seguire la ricerca del bene comune. Dunque la finanza è sottoposta al bene comune non deve dettare né l’agenda, né le regole della politica. Una visione cristiana del mondo dunque porta ad un progetto nel quale la polis, cioè la visione politica, regola la finanza e non viceversa. Draghi spiacevolmente è la finanza e non la polis”.

Parlando di politici e del loro rapporto con la fede don Pieracci ricorda: “ho sentito l’altra sera in tv Berlusconi che parlava di libertà di culto. Cioè dei culti, evidentemente per lui che pur si professa a parole cristiano, un culto vale l’altro. Ma è davvero cristiano tutto questo?”.

Infine, commentando il caso del sacerdote ambrosiano che ha celebrato la messa sul materassino nel mare del crotonese, don Pieracci lo ritiene “un prete moderno, di quelli che corrono dietro al politicamente corretto, ma ha esagerato, tanto che è stato indagato per quel gesto. Poi si è pentito. Io non me la prendo con lui, ma con chi lo ha formato”.

 

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