«Mi è stato raccontato che stavamo distruggendo dei tessuti ma eccomi davanti ad una piccola, bellissima bambina»

di Franco Olearo*

A 10 ANNI DALL’USCITA NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE IL FILM PRO-LIFE “OCTOBER BABY” (STATI UNITI, 2011) È FINALMENTE DISPONIBILE GRATUITAMENTE SU YOUTUBE

La protagonista di October Baby, film statunitense del 2011 diretto dai fratelli Jon e Andrew Erwin è Hannah (Rachel Hendrix), 19 anni, matricola universitaria che soffre di epilessia ed asma. I genitori si decidono a confessarle la verità: lei è uscita indenne da un tentativo di aborto attuato dalla sua vera madre e loro sono solo i genitori adottivi. Hannah resta sconvolta da questa notizia e decide di intraprendere un viaggio alla scoperta del suo passato.

La storia di Hannah riprende in modo romanzato quella vera di Janna Jessen, che è riuscita a sopravvivere a una pratica di aborto salino e, nonostante abbia subito lesioni celebrali che ne limitano i movimenti, svolge tuttora una intensa attività a favore del movimento pro-life degli Stati Uniti. Le sue iniziative sono sostenute da una solida fede cristiana e Janna non manca, nei convegni in cui è invitata a raccontare la sua esperienza, di parlare di Gesù e della bellezza del dono della vita.

Portare sullo schermo una storia simile, anche se confortati dalla sicurezza di raccontare qualcosa di realmente accaduto, non deve essere stato facile. Troppo semplice caricare i toni, utilizzare la storia come bandiera del movimento antiabortista, usarla come arma contro gli avversari. I presupposti ci sarebbero stati tutti. L’aborto salino è uno dei più crudeli: si applica solo in stato di avanzata gravidanza (la madre di Janna si era sottoposta al trattamento al sesto mese e mezzo) e consiste nell’immettere un sale che corrode il feto e il bambino viene partorito morto.

Come ha più volte raccontato Janna nelle sue conferenze, lei è stata fortunata perché al momento della nascita non era presente il dottore abortista, se lo fosse stato, si sarebbe accorto del “problema” e avrebbe “provveduto” altrimenti.

Il film non si sviluppa in questo modo. L’obiettivo degli autori è stato quello di affrontare con delicatezza ma realismo il problema avvolgendo innocenti e colpevoli nel manto di una visione cristiana orientata al perdono e alla riconciliazione.

La storia inizia presentandoci una giovane ragazza di 19 anni, pronta ad affrontare serenamente i primi anni del college, circondata dall’affetto dei genitori e dalla simpatica compagnia dei suoi colleghi di studio, fra cui l’amico Jason. Quando Hannah scopre la verità sulla sua nascita e si sente per questo tradita dai suoi genitori adottivi, sarà proprio Jason a proporle un viaggio-vacanza con uno sgangherato pullmino Volkswagen assieme ed altri studenti perché nel loro programma è prevista una sosta nella città dove lei è nata.

Il film non sorvola e tratteggia bene i momenti forti della vicenda di Janna. L’incontro con l’infermiera che ha assistito sua madre al parto e che dopo quella esperienza ha lasciato l’ospedale («mi è sempre stato raccontato che stavamo distruggendo solo dei tessuti e invece mi sono trovata davanti una piccola, bellissima bambina») e l’incontro con la madre naturale, ora affermata professionista che si è costruita una famiglia e che non vuole che i suoi progetti vengano disturbati da questo sgradevole ritorno a un passato che aveva cercato di dimenticare (ma anche per lei ci sarà il perdono di Hannah).

Un altro momento forte è l’ingresso della protagonista del film in una cattedrale cattolica e l’incontro con un sacerdote, una figura molto ben riuscita, nel suo modo di saper ascoltare e confortare. Lei si sente tradita dai genitori adottivi, arrabbiata con la madre naturale che non l’ha voluta ma al contempo odia sé stessa proprio per quei sentimenti.  Il sacerdote, richiamandosi alla lettera ai Colossesi, le ricorda che in Cristo è «stata perdonata» e, dal momento in cui la Misericordia si è posata su di lei, ha acquisito «il potere di perdonare, di scegliere di perdonare. L’odio è un peso che non puoi più sostenere: solo con il perdono sarai libera».

I fratelli registi Erwin sono di fede cristiano-battista [protestanti] ma hanno scelto di introdurre la figura di un sacerdote cattolico in omaggio all’impegno pro-life della Chiesa negli Stati Uniti.

Il film si segue molto bene fino a due terzi del racconto, grazie anche all’empatia che trasmette la protagonista, l’attrice Rachel Hendrix al suo esordio in un lungometraggio ma, nel finale, la sceneggiatura scivola sul lacrimoso, non chiude quando dovrebbe chiudere, per essere certa di mostrare che tutti i protagonisti si siano riconciliati e che chi ha sbagliato abbia chiesto perdono.

L’audacia di parlare di fede cristiana è stata comunque premiata, un fenomeno che possiamo contemplare solo negli Stati Uniti. October Baby ha raggiunto infatti degli incassi pari a oltre cinque volte il suo costo di produzione. Oltretutto, essendo trascorsi ormai più di dieci anni dalla sua uscita nelle sale, il film è ora fortunatamente disponibile su YouTube in modalità gratuita, in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

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* redattore/editore di FamilyCinemaTv

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