Uomini avari di gesti galanti e donne incapaci di donare grazia

Uomini avari di gesti galanti e donne incapaci di donare grazia

di Dalila di Dio

LA MANCANZA DI CAVALLERIA DI CERTI UOMINI E LA MANCANZA DI GARBO NELLA DONNA, INCAPACE DI ACCOGLIERE CON LA DOVUTA GRAZIA, CON UN SORRISO E UNO SGUARDO DI GRATITUDINE, UN GESTO GENTILE

Mi capita, a volte, di notare in un uomo una spiccata mancanza di cavalleria: se il rapporto lo consente, faccio presente questa cosa, facendo osservare come basterebbe poco per ben figurare (almeno questo, dal momento che la cavalleria non è un atteggiamento ma un modo di essere e un modo di essere non lo puoi insegnare).

A quel punto, mi capita frequentemente di sentirmi rispondere “questa cosa un’altra manco la noterebbe, sei tu che sei fissata” oppure, peggio ancora, “se facessi questa cosa a Tizia, lei si sentirebbe offesa/scoppierebbe a ridere/mi prenderebbe in giro”.

Capiamoci, parlo di sciocchezze: versare l’acqua a tavola, aprire lo sportello, cedere il passo.

Allora comprendo che, probabilmente, alla mancanza di cavalleria di una parte del sesso forte si associa, sovente, una speculare mancanza di garbo nella donna, incapace di accogliere con la dovuta grazia, con un sorriso e uno sguardo di gratitudine un gesto gentile.

Molti uomini non sono “educati” alla gentilezza perché troppe donne, per le più disparate ragioni, non sono in grado di apprezzarla, men che meno di reclamarla.

Non penso che dietro a questo atteggiamento ci sia necessariamente un animo malevolo.

Capitava anche a me, da ragazzina: se ricevevo un complimento rispondevo sarcasticamente. Succedeva perché quel complimento mi suscitava così tanto imbarazzo che reagivo in modo dissacrante, creando ancora maggiore imbarazzo a me stessa e al mio interlocutore.

A un certo punto, crescendo, ho imparato a sorridere e dire due semplici paroline: ti ringrazio.

Di colpo, tutto è diventato straordinariamente semplice.

Ecco, io sarò probabilmente troppo esigente e attenta a certi dettagli, eppure continuo a pensare che a essere gentili e premurosi con gli altri non si abbia alcunchè da perdere.

E sono convinta del fatto che la grazia sia l’attributo fondamentale di ogni donna. Quindi, signore mie, impariamo a donare al mondo la grazia che è in noi.

Quanto agli uomini, non siate avidi di gesti galanti. Un gesto gentile è sempre e comunque un seme di bellezza. Germoglierà? Forse sì, forse no. Almeno potrete dire di aver fatto la vostra parte.

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Avari (parchi), non avidi (bramosi).