Cibo a base di insetti presto nei “migliori” supermercati

di Pietro Licciardi

LA PERVERSA IDEOLOGIA GREEN NON SI FERMA E INFESTA ANCHE IL MADE IN ITALY: QUANDO ANDIAMO A FARE LA SPESA COMINCIAMO A LEGGERE BENE LE ETICHETTE…

Purtroppo la realtà supera la fantasia e nel mondo globalizzato da internet e dai social tutto accade velocemente. Sul piano sempre più inclinato della storia gli eventi rotolano ad una velocità impressionante e se prima erano necessari anni per indottrinare le masse e convincerle ad adottare certi comportamenti adesso basta molto meno grazie al fatto che viviamo praticamente appiccicati a tablet, smartphone e pc quasi ventiquattro ore al giorno.

Ecco così che in breve siamo passati da quella che sembrava una boutade di eccentrici e fanatici seguaci di Gaia, talmente preoccupati di salvare la madre terra da volerci far cibare di vermi e cavallette invece delle sane bistecche, alla Fucibo, “extraordinary italian food”, azienda per il momento solo su internet ma che promette di essere presente a breve nei «migliori supermercati italiani», che commercializza prodotti realizzati con farina di insetti.

Si, avete letto bene: farina di insetti per produrre pasta, biscotti e chissà cos’altro. Naturalmente sul sito potete leggere tutte le “magnifiche e progressive” proprietà dello schifoso ingrediente: versatile, nutriente, gustoso [sic!] e naturalmente sostenibile e integrato nella economia circolare, il nuovo feticcio dell’ideologia green.

Ovviamente la Fucibo si vanta di produrre tutta roba Made in Italy e chissà cosa farebbe Checco Zalone, che nel film Quo vado stacca a martellate l’insegna “ristorante italiano” al norvegese che butta gli spaghetti in pentola ad acqua fredda. La nostra dieta mediterranea è portata ad esempio per essere la migliore alleata della salute e del benessere psicofisico ma tutto questo non vale più se i nostri prodotti cominciano ad essere inquinati con gli insetti.

Soprattutto a noi italiani, che non abbiamo una tradizione alimentare di questo tipo, mangiare insetti può far insorgere intolleranze, infezioni, intossicazioni Non per niente l’Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) ha stabilito delle regole ferree sull’autorizzazione alla produzione di cibo umano. C’è una regola contenuta nella legislazione italiana – che su questo fronte è forse la più affidabile al mondo – che è di buonsenso: qualsiasi cibo che presenta aspetti estetici di deterioramento non va commercializzato. Ebbene, un indice per valutare se un cibo è deteriorato è la presenza anche soltanto di una larva, di un verme o di una mosca. Un esempio: se anche si trova una zampetta di insetto in un chilo di farina, quel campione non può essere venduto. Non si tratta di estremismo, ma di principio precauzionale. Figuriamoci mangiarli anche sotto forma di farine.

Oltretutto i nutrizionisti avvertono che per produrre la stessa dose di proteine che oggi otteniamo dagli animali da allevamento è necessaria una quantità di insetti tale da sommergerci; e con questo va a farsi benedire il principale motivo che sta dietro la promozione – sempre che a breve non si trasformi in una imposizione – degli insetti come cibo: la sostenibilità, diventando fonte alternativa di cibo per un pianeta che si suppone sovrappopolato.

Attenti a non prendere sottogamba questo ulteriore passo verso la entomofagia perché le sempre più martellanti campagne per convincerci a mangiare insetti, non sono una bizzarria post-moderna, una stravaganza di popolazioni ricche, annoiate e decadenti e non sono per nulla innocenti. Sono piuttosto l’estremo prodotto di un ecologismo sempre più fanatizzato, totalitario, antiscientifico che nasconde, ma nemmeno poi tanto, l’odio gnostico di sempre contro l’uomo in quanto vertice del Creato e creatura prediletta di Dio. Attenti anche a non banalizzare o ridicolizzare questa follia perchè il disgusto di oggi per quella che consideriamo una depravazione potrebbe trasformarsi in un obbligatorio apprezzamento domani, attraverso gli sperimentati e noti meccanismi di ingegneria sociale per il cambiamento delle mentalità collettive.

Non per niente si è cominciato dall’infilare gli schifosi insetti nei cibi sotto forma di farina, che non si vede e il cui sapore è facilmente coperto da altri ingredienti, così che domani vi si possa dire: embè? Gli insetti li stai già mangiando… E allora sapete che c’è? Da oggi occhio alle etichette e scegliamo con criterio.

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