L’on. Bergamini: “la Lega proteggerà il Made in Italy agroalimentare”

L’on. Bergamini: “la Lega proteggerà il Made in Italy agroalimentare”

di Andrea Rossi

INTERVISTA SULLA DIFESA E SULLA PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY NELLA NUOVA LEGISLATURA AL DEPUTATO DELLA LEGA E SINDACO DI VIGARANO MAINARDA (FERRARA) DAVIDE BERGAMINI

Davide Bergamini, sindaco di Vigarano Mainarda (Ferrara), comune che dopo decenni di amministrazioni di sinistra è passato al centrodestra alle ultime elezioni amministrative, è da poco neodeputato della Lega al Parlamento della XIX legislatura. Lo abbiamo intervistato su un tema scottante, quello della crisi del settore agroalimentare.

Questa crisi è dovuta certamente ai mutamenti climatici, ma anche a una serie di politiche sciagurate dell’Unione Europea, che hanno reso particolarmente difficile la presenza sui mercati continentali e mondiali le eccellenze del Made in Italy. L’Emilia-Romagna, regione in cui è stato eletto alla Camera dei deputati nel collegio plurinominale, è oggi caratterizzata ad esempio da una produzione ortofrutticola che sta vivendo un periodo particolarmente difficile.

Ottima notizia per l’agricoltura emiliano-romagnola, da decenni vetrina del “made in Italy”, la trasformazione con il nuovo Governo del ministero dello sviluppo economico in ministero per le imprese e il Made in Italy. Ce n’era bisogno, dopo anni in cui la crisi economica e climatica e le spesso incomprensibili politiche dell’Unione Europea hanno distrutto una economia florida e vitale come la nostra. Quali le cause secondo lei? E quali le possibili soluzioni?

Il Made in Italy è uno dei temi primari per la Lega e, infatti, come partito ci siamo occupati a livello nazionale di questa battaglia per difendere il patrimonio inestimabile del nostro territorio e del nostro Paese. La situazione è diventata più difficile negli ultimi anni, anche a causa di una politica dell’UE che ha penalizzato tutto il settore ortofrutticolo, in quanto è stata introdotta una direttiva che vieta tuttora l’utilizzo delle molecole nell’agricoltura e ciò penalizza i nostri prodotti. Difatti in Italia gli imprenditori di questo settore si ritrovano a non poter far fronte ai batteri che danneggiano il raccolto poiché non hanno alcuna possibilità di ostacolarli a causa delle limitazioni previste dall’UE, invece, negli altri Paesi europei si utilizzano ancora i fitofarmaci per contrastare questa problematica, con sostanze che in Italia sono vietate e non utilizzabili dagli agricoltori. Così nasce una concorrenza sleale a causa di una politica errata che ha limitato l’uso di elementi specifici e di conseguenza, gli imprenditori italiani, non hanno gli strumenti necessari per combattere questo fenomeno legato ai batteri.

Nonostante il governo Draghi abbia ricevuto tramite il PNRR una notevole iniezione di denaro per gli investimenti economici, poco almeno fino ad ora si è visto per il settore agroalimentare. È una questione di burocrazia oppure è stata sottovalutata la criticità della situazione del settore?

Il settore agroalimentare deve essere supportato e tutelato, oltre a rappresentare le nostre eccellenze favorisce sul territorio sviluppo e occupazione. Sicuramente si può e si deve intervenire aumentando gli investimenti per il settore agricolo che necessita di costante attenzione, favorendo una sburocratizzazione che agevoli le pratiche e gli imprenditori agricoli nelle scelte lavorative. È necessaria una politica che tuteli i nostri prodotti nei confronti della politica estera, dove sempre più Paesi provano ad imitare le nostre eccellenze italiane dando vita ad una concorrenza sleale.

Molti giovani hanno scelto negli ultimi tempi di diventare imprenditori agricoli; è una carriera che può ancora dare speranza per il futuro? Cosa si può fare per aiutare questi ragazzi, davvero coraggiosi, a proseguire nelle loro attività?

Supportare i giovani in questo settore vuol dire anche contribuire a garantire un ricambio generazionale, favorendo l’accesso al credito e accelerando le pratiche dedicate ai ristori, garantendo così agli imprenditori agricoli italiani di essere più competitivi di quelli europei.

Per finire una domanda su un’altra battaglia storica della Lega, della quale ci siamo molte volte occupati anche noi come testata, quella per una alimentazione sana e genuina. L’astronauta e aviatrice Samantha Cristoforetti ha recentemente dichiarato che «oltre due miliardi di persone nel mondo mangiano insetti» e che tale tipo di “alimentazione” può «essere una fonte di cibo ricca di nutrienti ecologicamente sostenibile». Cosa si può ribattere a questo tipo d’infelici uscite?

Rispettiamo le considerazioni e le scelte altrui ma nel nostro Paese vantiamo una tradizione culinaria tale da far invidia a tutto il mondo, da Nord a Sud! Ogni regione ha le sue peculiarità gastronomiche ed è impensabile rinunciarvi. Sono sicuramente gli altri Paesi che possono chiedere a noi quale sia il modo corretto di cibarsi…

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