Diavoli ed esorcismo: di cosa stiamo parlando?

Diavoli ed esorcismo: di cosa stiamo parlando?

di Enzo Vitale

IL RECENTE FILM “LIBERA NOS, IL TRIONFO SUL MALE” OFFRE A TUTTI UNA SERIA SPIEGAZIONE DI UNO DEI PIÙ ANTICHI MINISTERI SVOLTI DALLA CHESA: L’ESORCISMO

Una volta, non lo dimenticherò mai, un santo prete mi fece questo esempio per descrivere l’azione del demonio: «Il demonio è come un cane legato ad una catena: se gli stai lontano non ti potrà fare nulla. Se ti avvicini troppo, ti sbrana… La catena è la Provvidenza di Dio che lo tiene bloccato nella sua volontà di fare del male agli uomini… Importante che gli uomini sappiano usare bene della libertà che Dio gli ha concesso. Se seguiranno i Comandamenti di Dio, allora non si avvicineranno all’eterno avversario e, in questo modo, non correranno il rischio di essere sbranati». Un’immagine molto forte, indubbiamente, ma estremamente chiara di quello che il demonio vuole e di cosa può fare.

Il problema, però, è che abituati a rappresentazioni hollywoodiane che ci propongono la figura del demonio, di Satana, e dei suoi “colleghi” con obiettivi spiccatamente horror tendente a far saltare dalla poltrona chi siede davanti allo schermo, rischiamo di avere un’idea viziata e distorta di una delle forme di carità più antiche esercitate dalla Chiesa di Cristo: l’esorcismo. Sì, perché, siamo nel campo delle opere di misericordia, sia corporale che spirituale. Perché un’anima colpita dai fastidi del “signore delle tenebre”, provoca male fisico e spirituale. Le domande a cui è difficile rispondere, quando ci si accosta all’esorcismo, sono se il Diavolo esiste, cosa sia un esorcismo, a cosa serve, perché si pratica, a chi è rivolto, quale differenza fra possessione, ossessione, vessazione, infestazione… E, oltre a rispondere a queste domande, le due ore del film documentario di Giovanni Ziberna e Valeria Baldan, Libera nos. Il trionfo sul male della Sine Sole Cinema, ci offrono una catechesi ricca di spunti per imparare e correggere tutti i maldestri tentativi di parlare di una realtà che accarezza la curiosità di tanti e fa del male a chi se ne ritrova, suo malgrado, coinvolto.

La decisione di realizzare questo film con la supervisione dell’AIE (Associazione Internazionale Esorcisti che si occupa della formazione e dell’aggiornamento di sacerdoti e laici che prestano il loro servizio nel delicato campo dell’esorcismo) è stata dettata dalla irrefrenabile diffusione di messaggi che, puntando al sensazionalismo e alla ricerca spasmodica di ottenere “l’effetto paura”, non permettono di avere un’idea chiara su questa delicatissima forma di carità. Senza dimenticare che, più e più volte, nostro Signore ci ripete, nel Suo Vangelo, di non aver paura.

Per “avere a che fare” col maligno sono necessari due atteggiamenti: il primo, indubbiamente, la fede; il secondo l’affidamento a Maria. Con la fede si vive la certezza che il male è vinto dalla potenza di Dio che lo blocca – incatena, per l’appunto – e non gli permette di infierire contro i figli di Dio. Con l’affidamento a Maria si vive la stessa bellezza vissuta nel mistero delle nozze di Cana: chi avrà la possibilità di vedere il docu-film fino alla fine – senza fare nessuno spoiler – prenderà coscienza – dai racconti degli esorcisti che hanno collaborato alla realizzazione e ne hanno curato i contenuti – della grandezza della Misericordia elargita da Dio nell’esorcismo e di quanto possa essere importante vivere, ogni giorno, in compagnia della Beata Vergine Maria.

Il film intervalla ai non molto lunghi spezzoni cinematografici (che presentano cosa sia un esorcismo), una lunga catechesi in cui prendono la parola sacerdoti, liturgisti, biblisti, canonisti, psichiatri, medici che dedicano il loro tempo a questo antico e sempre necessario ministero.

Non ci si aspetti immagini sensazionali di esorcismi: quelle che si vedono nel film sono realizzate da attori professionisti e servono per avere un’idea di cosa sia il sacramentale dell’esorcismo (sebbene ispirate a fatti realmente accaduti). Al contempo, davvero esauriente, il tempo dedicato alla presentazione, alla comprensione, e ai necessari nessi tra teologia, liturgia, preghiera, vita ecclesiale e comunione. Abituati, come si diceva, ad immagini e scene cinematografiche che fanno del sensazionalismo l’arma principale puntando a soddisfare una curiosità a tratti perversa, il film potrebbe, sotto certi aspetti, deludere. Ma se si è rettamente intenzionati a capire, a formarsi, secondo quelli che sono gli insegnamenti del Magistero ecclesiale e la retta Dottrina, non si potrà fare a meno di apprezzare questa lunga catechesi. Utile ai sacerdoti per riprendere e ripassare nozioni che è sempre utile avere “fresche in mente”. Necessaria ai fedeli per capire con chi abbiamo a che fare quando parliamo di esorcismo.

In fondo, non lo dimentichiamo, un nemico per essere sconfitto, è necessario conoscerlo. E, una volta compresa la logica perversa dell’azione demoniaca del tentarci per allontanarci da Dio Padre, l’unico vero e santo desiderio che possiamo e dobbiamo coltivare è quello di stargli alla larga.

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