Covid, la dittatura comunista cinese progetta di costruire nuovi campi di quarantena

di Angelica La Rosa

ALTRI CAMPI DI QUARANTENA PER FAR FRONTE A PRESUNTI NUOVI FOCOLAI DI COVID-19

La politica della ‘tolleranza zero’ al Covid, perseguita con forza e cieca ostinazione in quasi tre anni di pandemia, si è trasformata in un pericoloso boomerang per la leadership cinese. Migliaia di persone ieri sono scese a manifestare in varie città del Paese, a costo di pesanti conseguenze, a causa della repressione delle autorità comuniste, e per la prima volta sono state chieste le dimissioni del presidente Xi Jinping, insieme a una svolta democratica nell’enorme paese asiatico.

Manifestazioni del genere in tutta la Cina non accadeva dai tempi di Piazza Tienanmen. Hanno sicuramente inciso le spinte arrivate dai social media, nonostante le censura praticate dal governo cinese.

Shanghai e Pechino sono stati gli epicentri della protesta che ha ramificazioni anche in altre città, tra cui Nanchino, Qingdao, Chengdu e Wuhan. Ma le proteste hanno riguardato anche altre città.

La dittatura comunista cinese, per esempio, progetta di costruire nuovi campi di quarantena e in questo 2022 solo nel distretto di Haizhu, nella città di Guangzhou, ha già trasferito un totale di circa 100.000 persone in campi di quarantena.

Lo scorso 17 novembre, sempre nella città di Guangzhou, è iniziata la costruzione di nuovi campi di quarantena. Le autorità sperano di avere presto a disposizione un totale di 240.000 posti letto. È così che, nonostante l’imminente riduzione delle misure contro il Covid-19 presentata dal governo cinese, i cittadini cinesi sono ancora lontani dal sentirsi sereni.

“Guangzhou sta facendo del suo meglio per accelerare la costruzione di ospedali improvvisati e zone di quarantena centralizzate, con un piano per costruire un totale di 246.407 posti letto”, ha commentato il portavoce municipale di Guangzhou Wang Bosen.

I funzionari del Partito Comunista Cinese hanno sviluppato un nuovo piano contro il nuovo focolaio di Coronavirus nella città che consiste nell’effettuare trasferimenti di massa di persone nei campi di quarantena, che avranno un controllo molto più severo.

Recentemente è circolato un video, successivamente censurato, in cui si vedevano dipendenti pubblici aggredire due donne che non indossavano la mascherina in un fast food. “Non ci hanno permesso di chiamare la polizia… sono stati violenti con noi ancora prima di controllare il nostro codice sanitario”, ha detto una delle due donne.

Uno degli strumenti utilizzati dalla popolazione di Guangzhou per mostrare al mondo la realtà dei protocolli informali contro il Covid-19 sono i social network, tuttavia il governo cinese elimina sempre ogni opinione negativa che vada contro il suo regime.

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