Difendiamo l’arte dagli attivisti “green” ma anche dalle censure di Facebook

Difendiamo l’arte dagli attivisti “green” ma anche dalle censure di Facebook

a cura di Angelica La Rosa

GENNARO SANGIULIANO, MINISTRO DELLA CULTURA: “UN’IDEOLOGIA STA METTENDO IN ATTO STRATEGIA VOLTE AD INTACCARE IL PATRIMONIO CULTURALE DELLE VARIE NAZIONI”. E SU FACEBOOK VIENE CENSURATO UN PROFILO COLPEVOLE DI AVER CONDIVISO UN’OPERA D’ARTE

“Il tema della conservazione dell’ambiente è centrale. Perché a esso è legata la nostra sopravvivenza come individui. Quindi è un tema estremamente nobile”. Il movimento ambientalista però sbaglia profondamente “le modalità con cui vuole salvaguardare questo obiettivo nobile. Quello di conservare l’ambiente, perché nella sua nozione noi non dobbiamo ricomprendere soltanto i fiumi, i laghi, il mare le montagne. Che sono una cosa importantissima che dobbiamo preservare. Nella nozione di ambiente, infatti, c’è anche tutto quello che è stato prodotto in secoli di storia dall’umanità”. Così ha dichiarato nei giorni scorsi Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022/2023 dell’Università Lumsa, l’83esimo anno di attività dell’Ateneo.

Per il ministro Sangiuliano, “nell’ambiente ci sono le torri e gli archi di cui parla Leopardi. Opere come un quadro importante di Caravaggio o un quadro del Novecento sono parte dell’ambiente. Fino a oggi queste azioni (quelle degli attivisti che imbrattano per protesta le opere d’arte, ndr.) hanno avuto degli effetti molto contenuti. Però c’è sempre la paura che qualcuno, qualche volta, possa sbagliare. Non credo che questo sia un modo utile di testimoniare la volontà di preservare l’ambiente perché gli si fa un danno. È chiaro quindi che questi comportamenti vanno arginati”.

Per il ministro Sangiuliano, quindi, ci potrebbe essere un rischio causato dagli eccessi del movimento ambientalista che “nel farsi promotore di un’ideologia sta mettendo in atto strategia volte ad intaccare il patrimonio culturale delle varie nazioni. Come anche della nostra”, comportamenti gravi, “che vanno arginati”.

Un argine che bisognerebbe applicare anche a Facebook. Una brutta avventura è capitata nei giorni scorsi all’account di un nostro lettore, Paolo Marraffa, che ha subito restrizioni per aver condiviso un’opera d’arte. “Per 29 giorni non posso eseguire delle determinate azioni sul social di Zuckerberg perché avrei violato le linee guida della community. Mi è stato riferito che il contenuto non rispetta gli Standard della community e quindi l’account sarà sottoposto a restrizioni”, ha dichiarato ad Informazione Cattolica Marraffa. “L’elemento condiviso sul mio profilo ritraeva l’opera d’arte ‘Amore e psiche, bambini’ del pittore William-Adolphe Bouguereau che, stranamente, non ha superato l’insolita censura. All’immagine era affiancata una didascalia che conteneva un estratto della canzone ‘Angelo’ di Francesco Renga”.

Ma per questi contenuti il profilo è stato censurato. Evidentemente Facebook è un social che presenta ancora oggi, nonostante gli anni di attività, serie problemi di algoritmi e, soprattutto, di censura…

 

 

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