Come discernere il bene al cinema e in Tv?

di Giuseppe Brienza

INTERVISTA AL CRITICO FRANCO OLEARO SUL MODO MIGLIORE DI CERCARE AL CINEMA O IN TV DEI FILM O SERIE CHE INTRATTENGANO MA SAPPIANO ANCHE EDUCARE O EDIFICARE…

Abbiamo già intervistato l’ing. Franco Olearo, critico cinematografico e redattore/editore del portale FamilyCinemaTv. Avvicinandosi le vacanze di Natale, un tempo in cui si ritrova per molti anche l’opportunità di portare al cinema o assistere in Tv o sulle varie piattaforme a film o serial, ritorniamo con lui sul modo migliore di cercare e proporre “prodotti” che sappiano intrattenere ma anche educare e/o edificare.

Papa Francesco in un recente Discorso ai lettori del settimanale “Famiglia Cristiana” ha esortato gli operatori della comunicazione ad «essere attenti alle relazioni come chiave della pratica comunicativa, e alle “reti” come luoghi di creazione collaborativa di significati e contenuti; protesi a cercare nuove forme di presenza e di azione, legate non tanto ai mezzi ma piuttosto alla cultura e alla nuova grammatica della comunicazione; e a servizio di tutto il popolo di Dio, specialmente agli uomini e alle donne che abitano le odierne periferie». La prima domanda, quindi, è: come e perché abbinare l’educazione, anche tramite cinema/Tv e Nuovi Media all’etica?

Educare, in particolare un giovane, vuol dire prepararlo a sviluppare la sua personalità in modo libero e responsabile. Un impegno che comporta poca teoria ma molta prassi, quindi occorrono soprattutto dei buoni esempi che possono venire da genitori, educatori, sacerdoti, catechisti. Accanto al buon esempio, che è la soluzione principe per istillare buoni e saggi comportamenti, dobbiamo considerare che anche il racconto che sviluppa una qualsiasi opera mediale non è altro che la risoluzione di un problema etico, di un dubbio morale che il protagonista deve affrontare e nel quale il giovane spettatore si può rispecchiare. Sotto questo aspetto è significativo il fatto che, in base alle ultime statistiche i giovani europei che preferiscono i serial ai film sono il 60%.

Che importanza ha questa tendenza fra i giovani?

Per il problema educativo che stiamo affrontando è enorme. Il protagonista di un serial è un “amico” che ti fa compagnia anche ogni giorno e per più anni. Ecco che inevitabilmente il ragazzo risulta influenzato dalle decisioni etiche del protagonista. È inutile sottolineare quanto sia importante per un genitore o un educatore in generale informarsi tramite giornali e siti di recensioni sicure, quali siano i lavori adatti e quali no e poi trovare il tempo per chiacchierare con il ragazzo/la ragazza e invitarlo/a a riflettere criticamente su ciò che ha visto.

Uno dei precursori del “cinema cattolico”, il beato Don Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina, diceva spesso nelle sue prediche e discorsi: bisogna «introdurre il cinema nelle parrocchie e fare abbonamenti ai periodici cattolici. Il giornale cattolico è come una visita di Dio nelle case» (Prediche alle Pastorelle, libro VII, 1981, 318). Sei d’accordo, è un invito valido ancora oggi?

Questa domanda mi fa riflettere sulla situazione dei film/serie Tv che hanno contenuti cristiani. La situazione dell’Italia e dell’Europa in generale è profondamente diversa rispetto a ciò che accade negli Stati Uniti. Lì esiste il filone dei Christian film, opere cioè che, senza nascondersi, presentano personaggi (quasi sempre laici, visto che sono per lo più produzioni di fede protestante) che si comportano nella loro vita ordinaria ispirandosi al Vangelo. Si tratta di un filone che ha un vasto pubblico e quindi i produttori hanno interesse a distribuire film in questa categoria. In Europa questo filone è inesistente. In un passato che appare ormai lontano, la televisione nazionale ha prodotto biografie di santi ma ora non più. Se per caso si rendono disponibili film cristiani tradotti in italiano (citiamo il caso di Unplanned, o di 11 settembre 1683) questi vengono programmati in poche sale, prevedendo un pubblico ristretto. È una tristezza. Un tempo i protestanti evidenziavano il difetto che avevano tanti cattolici di leggere poco la Bibbia. Ora il problema sembra si sia attenuato e ora il traguardo è un altro: riuscire ad avviare la produzione di film/serie con contenuti cristiani (non solo sacerdoti/monaci/suore ma anche laici) e stimolare un pubblico ampio che vada a vedere questi lavori.

Dare un giudizio globale sul valore educativo di un’opera è obiettivamente complesso: all’interno di una narrazione ci possono essere aspetti negativi ma anche positivi; c’è lo spettatore si accorge più degli aspetti negativi e chi invece di quelli positivi: non si corre il rischio di esser a volte troppo severi e di buttare il bambino assieme all’acqua sporca?

Sicuramente! Ci sono delle opere che presentano dei chiaroscuri: per questo abbiamo sempre cercato di scrivere commenti completi e articolati per cercar di mettere in evidenza gli aspetti negativi così come quelli positivi presenti nell’opera. Però bisogna sottolineare una cosa: un’opera è qualcosa di compiuto, di definitivo, non è una persona. Sappiamo che se una persona ha sbagliato, ha compiuto cioè un’azione scorretta o negativa, può sempre correggersi. Non così per un’opera mediale. Un film, un serial Tv è chiuso in sé stesso, non si evolve e va giudicato serenamente per quel che al suo interno si vede e quel che si sente. Pertanto, si può dare un giudizio sereno e obiettivo sull’opera, senza che questo comporti in alcun modo esprimere un giudizio sull’autore.

In riferimento ai ragazzi esiste già un giudizio della Commissione di Revisione Cinematografica che filtra i film che vengono considerati non idonei ai minori. Messi quindi al sicuro i ragazzi, che bisogno c’è di esprimere altri giudizi etici? Ognuno non è libero di vedersi quello che vuole e godersi lo spettacolo?

La risposta è: solo parzialmente. Un film viene vietato ai minori di 10-14 anni (in funzione delle leggi dei vari Paesi) non perché necessariamente sia moralmente negativo, ma perché ci sono immagini troppo spaventose o troppo cruente è non perché necessariamente sia moralmente negativo. Bisogna anche non trascurare l’importanza di una formazione permanente: proprio chi è maggiorenne, si trova a sostenere dilemmi etici particolarmente divisivi (ad es. su aborto, eutanasia etc.) ed è quindi bene proporre opere che affrontino queste tematiche alla luce della legge naturale e con una sensibilità cristiana. Sosteneva in proposito il venerabile Papa Pio XII: «il film ideale deve mostrare allo spettatore che esso tutte queste cose sa, comprende e rettamente valuta; ma deve mostrarlo al fanciullo, come si conviene al fanciullo, al giovane con un linguaggio a lui adatto, all’uomo maturo come a lui spetta, e cioè, assimilando il modo suo proprio di conoscere e di guardare le cose».

Molti film sono realizzati apposta per provocare, per stimolare la discussione, per denunciare certe situazioni. Molti ritengono che l’opera mediale offra quasi sempre soluzioni aperte e mai conclusioni definitive: suo obiettivo principale sarebbe quindi solo quello di stimolare discussioni, sei d’accordo?

In parte sì: molti film hanno una pretesa, molto spesso giustificata, di denuncia, di messa in luce di certi tristi avvenimenti realmente accaduti per non farli dimenticare o per evitare che possano accadere qualora continuassimo a comportarci in un determinato modo. Sono lavori che noi abbiamo qualificato nel nostro libro come “interessanti” perché denunciano una situazione che mostra il male ma al contempo non propongono soluzioni, altrimenti li avremmo qualificati come “edificanti”. Occorre però, in questi casi, applicare un buon discernimento. Consideriamo ad esempio il caso del film La scuola cattolica che ha riportato sugli schermi la tragedia del delitto del Circeo avvenuto nel 1975. Il film è carico di visioni prolungate e insistite di queste ragazze sottoposte a ogni forma di sevizie. C’è quindi il sospetto di un compiacimento nei confronti di immagini violente e si manca dunque di creare quel distacco dagli avvenimenti che consenta allo spettatore di riflettere con serenità su cosa sia successo.

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