Gli ideologi vogliono far credere sia vero ciò in cui essi, ciecamente, credono

Gli ideologi vogliono far credere sia vero ciò in cui essi, ciecamente, credono

di Daniele Trabucco

PENSIERO ED IDEOLOGIA: IL TRIONFO DELLA VERITÀ DELL’ESSERE

Alcuni giorni fa mi sono trovato a discutere sulla differenza tra pensiero ed ideologia. Personalmente ritengo che l’ideologia perda pressoché per intero il senso della Verità. Quello che conta é ciò che é fatto ritenere come vero.

In altri termini, l’ideologia, come ha scritto il prof. Giovanni Reale, é “una forma di fede immanente”: una massa di uomini abbraccia questa fede credendo sia fede in cose vere e gli ideologi si adoperano in tutti i modi per far credere sia vero ciò cui essi stessi invitano a credere.

Aveva ragione, allora, Nietzsche (1844-1900) nei “Frammenti postumi” a sostenere “che qualcosa sia ritenuto vero é necessario, non che qualcosa sia vero”.

Certamente in ogni epoca storica é stato ospitato il sospetto ideologico del “ritener per vero” o del “credere al puro livello di opinione”. Platone (428 a.C. – 347 a.C.), nel Dialogo “Fedone”, denuncia questa perversione e farà dire al protagonista, Socrate, che “nei tribunali…importa ciò che é persuasivo”.

É una strada molto più comoda da seguire, mentre il pensiero e la ricerca del vero sono vie aspre, sofferte, dure, richiedono sforzo e costanza. Meglio trastullarsi nell’ideologia che discutere attorno al vero, al bello, al buono.

Contro l’ideologismo politico intendo riaffermare la posizione di Aristotele (384 a.C. – 322 a.C.) nel secondo libro della Metafisica: ogni cosa possiede tanto di verità, quanto possiede di essere. La prova? Chi ha rovesciato l’ideologia del marxismo e del socialismo reale? Non altre ideologie, ma le cose stesse e la realtà, ossia la verità dell’essere. “Il vero ti permetto, anzi ti comando di dirlo” (cit. dal “Simposio” di Platone).

 

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