Chiara: riflesso del medioevo, donna dei nostri tempi

di Franco Olearo*

IL FILM DI SUSANNA NICCHIARELLI OFFRE UNA PRESENTAZIONE DELLA SANTA DI ASSISI CHE NON SI PIEGA AL POLITICAMENTE CORRETTO, ANCHE SE MANCA DI QUALCHE IMPORTANTE PARTICOLARE…

Assisi, 1211, Dopo esser fuggita dalla sua famiglia per raggiungere in piena notte Francesco che con una semplice cerimonia l’ha consacrata sua seguace, Chiara si rifugia nel convento delle benedettine di San Paolo. È lì che il padre la raggiunge con un drappello di cavalieri, intenzionato a riportarsela in famiglia. Quando si trovano uno di fronte all’altra, Chiara scopre la testa mostrando i capelli tagliati, che indicavano, secondo le leggi del tempo, il suo stato di penitente. Ciò significava che lei era uscita dalla giurisdizione familiare per entrare in quella della Chiesa e a quel tempo, disubbidire alle regole e ricevere una scomunica costituiva un grave danno. Sono questi e tanti altri dettagli che rendono manifeste le intenzioni di Susanna Nicchiarelli, regista e sceneggiatrice, di calarsi con rigore nel contesto storico del tempo senza alcuna condiscendenza verso compiacenti “modernizzazioni”, così come non ha timore di far parlare i personaggi in un vernacolo umbro-antico. Non ci sono flashback ma la narrazione avanza linearmente nel tempo, ben cadenzata anno dopo anno (1211, 1216, 1220, …) per sottolineare l’accuratezza della ricostruzione, che ha potuto beneficiare della consulenza di Chiara Frugoni, avvenuta poco prima della sua morte. La Chiara che veniamo a conoscere è risoluta nel suo desiderio di seguire integralmente l’ideale di Francesco nella povertà assoluta e vivere in piena comunità di intenti e di servizio con le altre sue compagne, rifiutando il titolo di badessa. Nel racconto di Susanna Nicchiarelli, lei diventa presto simbolo di lotta per l’emancipazione femminile dai vincoli e dagli stereotipi del tempo com’era già accaduto nei suoi due precedenti film. Un tema che ci appare in tutta evidenza e senza mezzi toni quando il cardinale Ugolino, nelle vesti di Legato Papale, incontra Chiara. Lei e le sue consorelle non possono vivere in povertà perché: «se non avete possessione non avete manco protezione». Debbono vivere inoltre in clausura e non possono predicare il vangelo perché: «siete femmine e non potete mai dare esempio al mondo, mai».

Oltre alla Chiara, impegnata a difendere la propria dignità di donna, compare anche una Chiara santa? La scorgiamo mentre quasi non si regge in piedi a causa dei severi digiuni praticati ma non la vediamo mai pregare. Si tratta di una lacuna non di poco conto perché proprio nella logica con cui il film è stato costruito, se Chiara desiderava seguire in tutto e per tutto l’esempio di Francesco nei suoi impegni esteriori, in clausura avrebbe finito per mortificare totalmente la sua vocazione. Al contrario, come riporta Ignacio Larrañaga nel suo Nostro fratello di Assisi, parte integrante della spiritualità di Francesco era l’adorazione e la contemplazione del volto del Signore e Chiara probabilmente «realizzò il sogno migliore dell’anima di Francesco: adorare».

Susanna Nicchiarelli ha un modo insolito per raccontare la sua storia: procede per icone-simbolo. Ecco che il tempo trascorso da Francesco in Egitto ospite del sultano viene sintetizzato con una sequenza nella quale mangiano insieme uno strano dolce. La chiesa trionfante del tempo viene rappresentata in due scene nelle quali Ugolino, prima come cardinale, poi come papa Gregorio IX, raggiunge Chiara a cavallo e con il suo seguito, con la solennità che è dovuta al suo rango. Oppure quando a tavola si compiace dei piatti prelibati che le proto-clarisse di San Damiano le hanno preparato mentre Chiara, in un angolo della tavola, digiuna. Nel complesso è come se la Nicchiarelli avesse realizzato un quadro usando tanti colori che a volte si armonizzano a volte no. A fianco della rigorosa costruzione storica inserisce delle parentesi di canto e ballo secondo le armonie del tempo. Una Chiara in leggenda di santità viene rappresentata con la sua capacità di compiere miracoli come se piovesse: non solo per salvare chi è in pericolo o guarire chi è malato ma anche “solo” per uscire illesa da un portone che le cade addosso o moltiplicare il pane con cui si sfamano le consorelle. Il film è disponibile nelle sale cinematografiche.

*redattore/editore del portale FamilyCinemaTv

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