Il card. Zuppi: «in questo momento di sofferenza stringiamoci attorno al Papa emerito»

di Don Gian Maria Comolli

IL PENSIERO DI PAPA FRANCESCO AL TERMINE DELL’UDIENZA GENERALE DEL MERCOLEDÌ PER BENEDETTO XVI «CHE NEL SILENZIO STA SOSTENENDO LA CHIESA, FINO ALLA FINE»

Nell’Udienza Generale di mercoledì 28 dicembre Papa Francesco ha trattato il tema del “Natale con san Francesco di Sales”, ricordando il quarto centenario della morte del Vescovo di Ginevra e Dottore della Chiesa (1567-1622). Il Santo Padre ci ha offerto alcune riflessioni del santo sulla solennità che abbiamo appena vissuto, annunciando la pubblicazione di una nuova Lettera Apostolica dal titolo “Tutto appartiene all’amore”.

Ricordiamo che Francesco di Sales prediligendo il metodo del dialogo ed inventando i cosiddetti “manifesti”, che permettevano di raggiungere con messaggi evangelici e sulle virtù anche i fedeli più lontani, è diventato il patrono dei giornalisti, degli scrittori e dei sordomuti.

Per quanto riguarda le riflessioni sul Natale tratte dal vescovo francese, il Pontefice ha evidenziato in particolare due contenuti molto originali e profondi.

Anzitutto il significato della “mangiatoia” di Betlemme non come dettaglio logistico degli evangelisti ma come elemento essenziale per comprendere chi è il Signore. Il trono di Gesù, infatti, ha ricordato Papa Francesco, «è la mangiatoia o la strada, durante la sua vita quando predicava, o la croce alla fine della vita: questo è il trono del nostro Re».

Il secondo elemento sottolineato da Bergoglio, sul quale il vescovo e dottore della Chiesa insiste molto, è la povertà, caratteristica del presepio ed «intesa come rinuncia ad ogni vanità mondana». Da qui il confronto del Pontefice tra la caratteristica del Natale proposto da san Francesco di Sales e l’attuale festa che ha definito «consumistica e sdolcinata».

Tuttavia, ha proseguito il Santo Padre, «l’amore di Dio non è mieloso, ce lo dimostra la mangiatoia di Gesù. L’amore di Dio non è un buonismo ipocrita che nasconde la ricerca dei piaceri e delle comodità».

Da ultimo il commosso ricordo che san Francesco di Sales fa della Natività nella santa Grotta: «vedete Gesù Bambino nella greppia? Riceve tutte le ingiurie del tempo, il freddo e tutto quello che il Padre permette che gli accada. Non rifiuta le piccole consolazioni che sua madre gli dà, e non è scritto che tenda mai le sue mani per avere il seno di sua Madre, ma lasciò tutto alla cura e alla preveggenza di lei; così non dobbiamo desiderare nulla né rifiutare nulla, sopportando tutto ciò che Dio ci invierà, il freddo e le ingiurie del tempo» (Trattenimenti spirituali, Edizioni Paoline, Milano 2000, p. 463).

Al termine dell’Udienza fra i tradizionali saluti due meritano una particolare attenzione. In primo luogo, la richiesta di preghiere per Benedetto XVI, che il 16 aprile scorso ha compiuto 95 anni, «che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa. Ricordarlo – è molto ammalato – chiedendo al Signore che lo consoli, e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine».

Non conosciamo le sue reali condizioni e, anche se Vatican News ha informato ieri pomeriggio che il Papa emerito è ancora «lucido e vigile», sembra che il suo “quadro clinico” si sia aggravato nei giorni precedenti il Natale per complicazioni respiratorie. Papa Francesco, quindi, al termine dell’Udienza generale, come comunicato dal direttore della Sala stampa Matteo Bruni, si è immediatamente recato al monastero Mater Ecclesiae per far visita a quello che ha sempre definito “un nonno saggio”.

L’appello alla preghiera per Ratzinger è stato immediatamente ripreso dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) card. Matteo Zuppi che, «in questo momento di sofferenza e di prova», ha chiesto a tutti i fedeli di stringersi attorno al Papa emerito assicurando «il ricordo nella preghiera nelle nostre Chiese, nella consapevolezza, come lui stesso ebbe a ricordarci, che per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio, quelle mani che ci hanno creato, ci sostengono e ci accompagnano nel cammino dell’esistenza, perché guidate da un amore infinito e fedele».

Nei saluti finali dell’Udienza, infine, non poteva mancare come da quasi un anno a questa parte un pensiero per il popolo ucraino. Questa volta Papa Francesco lo ha rivolto conversando con i fedeli polacchi intervenuti a piazza San Pietro che ha ringraziato con queste parole per l’accoglienza che dall’inizio del conflitto stanno offrendo a questa martoriata nazione: «l’amore di Dio che si è rivelato a Betlemme porti la consolazione ai nostri cuori, turbati dal dramma della guerra in Ucraina e in altre parti del mondo. Voglio ringraziare il popolo della Polonia per tutto l’aiuto che dà al popolo ucraino».

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