Boscia: “Chi, come Benedetto XVI, promuove verità e valori non piace al mondo”

Boscia: “Chi, come Benedetto XVI, promuove verità e valori non piace al mondo”

di Bruno Volpe

FILIPPO MARIA BOSCIA (PRESIDENTE DEI MEDICI CATTOLICI ITALIANI): “RATZINGER ERA RISPETTOSO DELL’AUTONOMIA DELLA SCIENZA MA RICORDAVA CHE IL PROGRESSO NON DEVE CALPESTARE I VALORI MORALI E NATURALI”

“Non è esatto dire che il Papa Emerito è morto: è nato al Cielo”. Il Presidente dei Medici Cattolici italiani, il prof. Filippo Maria Boscia, commenta in questo modo la ritorno alla Casa del Padre del Papa emerito Benedetto XVI.

Lei lo ha conosciuto personalmente. Professor Boscia che rapporto ha avuto col Papa emerito?

“L’ho conosciuto di persona in occasione della mia elezione, dodici anni fa. Lui aveva molto a cuore la nostra associazione e i medici cattolici, del resto siamo una delle associazioni ecclesiali che è più impegnate sul tema: nascere, vivere, morire e soffrire. In un certo senso la professione medica interpreta correttamente il mistero del nascere, del vivere, dell’ agire, del soffrire ed anche del morire. Quando si nasce, non si muore mai”.

Tuttavia oggi tanti scrivono che il Papa emerito è morto…

“Ratzinger non è morto, ma al contrario – in ottica cattolica – dobbiamo dire che ne abbiamo festeggiato la nascita al cielo. Il decesso fisico ha molti punti in contatto con la nascita. Quando si nasce si soffre, esattamente come avviene con la morte, sia la nascita che la morte sono sofferenza, ma ricche di amore”.

Chi è stato Benedetto XVI?

“Un grande teologo ed un raffinato intellettuale. È un errore di metodo ritenere che un teologo di fama non possa essere un grande Papa. Lui lo è stato. Del resto veniva da un incarico prestigioso alla Congregazione della Dottrina della Fede, il custode della ortodossia e della verità cattolica, è stato uno strenuo e valoroso difensore della verità di fede e della vita nella sua sacralità. Bisogna segnalare un altro lato della sua immensa grandezza”.

Quale?

“Ha fatto comprendere che la la religione è una risposta libera ed è una scelta individuale, è finito il tempo del proselitismo, ma occorre lasciare libera la persona di scegliere e di aderire ad un progetto. La religione non è infatti una morale o una dottrina, ma un progetto di vita. Da questo punto di vista Francesco e Benedetto XVI hanno seguito assieme il cammino del vivere secondo carità, prossimità, solidarietà, nel rispetto della verità”.

Tuttavia è stato attaccato, anche dentro la Chiesa…

“Nel mondo succede questo, fa parte del gioco. Lo ha detto il Signore che saremo perseguitati nel suo nome. Chi si fa promotore della verità e dei valori cattolici non piace al mondo, è rigettato. Spesso le sue posizioni di rigore nella tutela dei valori cattolici non sono piaciute a chi non lo voleva, succede così, siamo nella normalità”.

Un altro aspetto fondamentale di Ratzinger è stato il rispetto del rapporto scienza-fede, specialmente con la medicina…

“Oggi si crede erroneamente che il progresso scientifico sia onnipotente e non si comprende che non tutto quello che è tecnicamente lecito è moralmente accettabile. Ratzinger era rispettoso dell’autonomia e del progresso della scienza e dunque della medicina, ma ricordava appunto che il progresso non deve calpestare i valori morali e naturali. In sintesi era paladino del rapporto fede ragione nel quale sosteneva che queste entità non sono nemiche, ma amiche, perfetto interprete di Agostino. La fede senza ragione è fanatismo, la ragione senza fede è paganesimo. Bisogna vivere con la testa in Cielo e piedi piantati sulla terra, nel pieno realismo cattolico”.

Le sue dimissioni?

“Un atto di grande coraggio. Quella scelta ha avuto una valentia incredibile, è stato un atto rivoluzionario. Nel passato le religioni avevano forze armate ed eserciti e su questo si basavano. Ratzinger al contrario ha compreso e fatto suo il valore della mitezza e della umiltà e proprio su questo diciamo così ha azzannato, usando un verbo ironico. Lo possiamo definire un gigante del nostro tempo”.

 

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