Dio ascolta la preghiera dei più piccoli per la pace

di Don Gian Maria Comolli

PAPA FRANCESCO HA INCONTRATO I BAMBINI ED I RAGAZZI DELLA “COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII” RICORDANDO A TUTTI IL VALORE DELLA PACE E LA VERITÀ SPESSO OSCURATA DELLA FAMIGLIA COME «LUOGO DOVE CURARE TUTTI, PERCHÉ È LA RISPOSTA AL BISOGNO INNATO DI RELAZIONE CHE HA OGNI PERSONA»

Papa Francesco ha incontrato sabato scorso in Udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano ben 800 bambini e ragazzi affetti da fragilità o disabilità ospitati nelle “case famiglia” della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi (1925-2007). Il compianto prete riminese dopo aver operato per alcuni anni in parrocchia decise infatti di dedicare la sua vita alle persone con problematiche fisiche, psichiche ed esistenziali, fondando nel 1968 la prima “comunità-famiglia”.

Ora nel mondo sono presenti oltre 60 comunità-famiglia in 40 Paesi che ospitano circa 41mila “ultimi”, quelli che il Santo Padre ha più volte definito gli “scarti della società”.

I principali settori in cui operano le “comunità-famiglia” sono: tossicodipendenza, sfruttamento della prostituzione, accoglienza di minori, disabilità, aborto, emarginazione dei più deboli, con attività che tendono alla rimozione delle cause che creano le povertà. Inoltre, don Oreste, è stato il primo in Italia a lottare contro la sottocultura della prostituzione e a denunciare la tratta delle donne incontrandole, difendendole e offrendo loro un alloggio e una nuova vita. Girando continuamente con la sua “tonaca lisa” discoteche e luoghi malfamati, don Benzi ha cercato di sensibilizzare i giovani sulla piaga della prostituzione ricordando a tutti che «se non ci fosse la domanda, non ci sarebbe l’offerta. Se gli italiani non chiedessero prestazioni sessuali a pagamento, non ci sarebbe la tratta delle donne che vengono schiavizzate e forzate, da criminali singoli o associati, a dare le prestazioni sessuali».

Il fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII e stato in definitiva, come affermato da Benedetto XVI, «un infaticabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi, che si è fatto carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo» (5 novembre 2007).

Per don Oreste è in corso il processo di Beatificazione, che lo ha portato a essere dichiarato Servo di Dio e la sua causa è ora al vaglio della Congregazione dei Santi. Per conoscerlo da vicino, per incontrarlo attraverso i suoi scritti e i suoi interventi, nell’ottobre 2017 è nata la “Fondazione don Oreste Benzi” con lo scopo di promuovere, approfondire e favorire lo studio del suo pensiero, della sua testimonianza di vita e delle opere da lui promosse e attuate.

Nel breve discorso rivolto ai piccoli ed ai fragili che hanno sperimentato i frutti dell’opera sociale e spirituale di don Benzi, Papa Francesco ha sottolineato tre temi in particolare. Innanzitutto la geniale intuizione del Servo di Dio di non costituire delle semplici comunità ma delle “case-famiglia” poiché, ha ricordato: «la famiglia è il luogo dove curare tutti, sia le persone accolte sia quelle accoglienti, perché è la risposta al bisogno innato di relazione che ha ogni persona».

In ognuna di tali comunità, ha proseguito il Santo Padre, tramite l’amore di un papà e di una mamma c’è posto per tutti, e don Benzi aveva intuito che il più delle volte il comportamento scorretto e deprecabile di molti ragazzi nasce dal fatto che senza genitori non si è circondati di amore, affetto, tenerezza e attenzione, anzi!

Inoltre il Papa è stato molto impressionato “dal sorriso” dei bambini e dei ragazzi incontrati tanto da commentare così: «quel bambino o quella bambina ha dei problemi, però è sempre sorridente… Come mai? Perché si sente amato, amata, si sente accolto, accolta, così com’è. Quando un bimbo appena nato sta in braccio alla sua mamma, che lo guarda e gli sorride, incomincia a sorridere. Il sorriso dunque è un fiore che sboccia nel calore dell’amore» ed è segno di essere riconosciuti “sul modello” di Dio, che «ci conosce ad uno ad uno, con il nostro nome e il nostro volto, che è unico». Ricordava in proposito il giovane beato Carlo Acutis: «non siamo anonimi, non siamo fotocopie, siamo tutti originali!».

Infine il Pontefice ha ringraziato per il rosario che ogni domenica le comunità di don Benzi recitano per la pace. È ormai da un anno, dall’inizio del conflitto russo-ucraino, che Francesco continuamente richiama i cristiani ad invocare da Dio il dono della pace. Non poteva quindi mancare un accenno anche ai piccoli amici delle case-famiglia: «Voglio dirvi: la vostra preghiera per la pace, anche se non sembra, Dio la ascolta; e noi crediamo che Dio dona la pace, subito, oggi! Dio ce la dona, ma sta a noi accoglierla, nel cuore e nella vita. State sicuri che Dio ascolta la vostra preghiera».

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