Il maligno vuole privarci della speranza

Il maligno vuole privarci della speranza

di Francesco Pisani

GUARDANDOCI INTORNO SI HA L’IMPRESSIONE CHE LA NOSTRA SOCIETÀ NON CERCHI DI FARE ALTRO: ABBASSARCI, DEGRADARCI, FARCI RIGETTARE LA NOSTRA ORIGINE DIVINA, CONDURCI MEDIANTE LA POVERTÀ E LA DISPERAZIONE, SEMPRE PIÙ DILAGANTI IN OGNI CONTESTO, A PRIVARCI DELLA SPERANZA E DELLA FEDE

Guardandoci intorno, oggi più che mai, tra le tante miserie che affliggono la nostra umanità, un senso di profonda impotenza e di cieco nichilismo è sempre più presente, come un terribile spauracchio capace di privarci della gioia per la vita, della fede in Dio, e soprattutto della speranza per il futuro. Molte volte mi è capitato di sentire ragazzi ritenersi ormai “vecchi”, superati, inutili perché pluriventenni, come se la vita umana avesse una scadenza.

Appare sempre più evidente come lo scopo principale del male sia quello di despiritualizzare l’uomo, abbrutirlo, renderlo cieco, insensibile, cinico verso se stesso e gli altri. Se l’azione del bene ha come fondamento l’elevazione morale ed etica dell’individuo, il suo nobilitamento, la sua profonda sacralità – “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo!” (1 Giovanni 3,1) ci ricorda la Bibbia -, l’azione del male verte esattamente nel suo contrario: nell’abbassamento, nel ridurre l’essere umano alla stregua di una comune bestia.

Guardandoci intorno si ha l’impressione che la nostra società non cerchi di fare altro: abbassarci, degradarci, farci rigettare la nostra origine divina, condurci mediante la povertà e la disperazione, sempre più dilaganti in ogni contesto, a privarci della speranza e della fede. Quando Gesù fu crocifisso il diavolo rideva tra la folla e i carnefici urlavano: “Salve, re dei giudei!” prendendolo a schiaffi. Il loro moto canzonatorio aveva lo scopo di prostrare Gesù, abbatterlo nell’anima oltre che nel corpo, fargli credere che l’Onnipotente lo avesse abbandonato al supplizio.

E invece è proprio nelle circostanze più avverse che dobbiamo rammentare che Dio è vicino a noi, a sostenerci e a guidarci. È quando siamo apparentemente avvolti dalla più profonda oscurità della notte che l’alba appare imminente. Non disperare mai, mantenere alta la fede e alzare il capo davanti ai supplizi di questo mondo è, forse, la sola arma che abbiamo per non cedere al male, ma al contrario, allontanarlo e distruggerlo.

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