Chi imbratta, paga!

Chi imbratta, paga!

a cura di Angelica La Rosa

SÌ DEL GOVERNO: MULTE SALATE A CHI DANNEGGIA IL PATRIMONIO ARTISTICO

L’attacco al Senato, la vernice nera nella fontana della Barcaccia, quella arancione spruzzata sulla facciata di Palazzo Vecchio. E, ancora, l’imbrattamento dei quadri alla mostra di Van Gogh e quello della statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano. È un piccolo compendio della distruttiva idiozia degli ecovandali il video postato nei giorni scorsi sui suoi social dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

La premier ha annunciato l’approvazione, a tempo di record durante un recente Consiglio dei ministri, del decreto che ha introdotto sanzioni salate per chi deturpa i beni culturali. Un disegno di legge “per contrastare i sempre più frequenti fenomeni di vandalismo che colpiscono i nostri beni culturali e paesaggistici, aggiungendo sanzioni amministrative a quelle penali”, si  legge nel post del premier, che avverte: “Chi danneggia il nostro patrimonio artistico non può e non deve farla franca”.

La norma a tutela del nostro patrimonio culturale prevede ora sanzioni amministrative che vanno dai 10mila ai 60mila euro a seconda della gravità dell’azione compiuta e del danno provocato. “Ferme restando le sanzioni penali applicabili, chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è previsto che sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20mila a euro 60mila”, si legge nelle “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”.

Per chi “deturpa o imbratta” gli stessi beni le sanzioni vanno da 10mila a 40mila euro. “Chi vandalizza la nostra arte si assume le proprie responsabilità e deve pagare di tasca propria”, è il messaggio del governo, affidato alla schermata finale del video. Il principio di responsabilità vale anche per gli ecovandali: “Pagheranno di tasca propria”.

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