La libertà di chi nasce dallo Spirito fa paura, ma allo stesso tempo affascina

di Giuliva di Berardino

SIAMO INVITATI AD ACCOGLIERE ANCHE NOI, NEI NOSTRI CUORI, LA TESTIMONIANZA DI GESÙ RISORTO

Nel Vangelo di oggi la liturgia ci propone la continuazione del dialogo tra Gesù e Nicodemo che si spaventa nell’udire la risposta di Gesù sullo Spirito paragonato al vento e su come deve essere chiunque è nato dallo Spirito. La libertà di chi nasce dallo Spirito fa paura, ma allo stesso tempo affascina. Uscire dai propri schemi, uscire dalle proprie idee per conoscere è il primo desiderio dell’essere umano, ma non è facile. Per questo Nicodemo, come ciascuno di noi davanti alla provocazione della libertà interiore, chiede a Gesù: “Come può accadere questo?”. È la stessa domanda di Maria in dialogo con l’angelo: sembra impossibile vivere abbandonandosi al vento di Dio. La domanda è la stessa, ma la reazione è diversa: Maria accoglie docilmente, pur cercando di capire, Nicodemo invece, da perfetto dottore della legge, resta perplesso. Eppure Gesù non dice nulla di nuovo rispetto a ciò che insegnavano i maestri e i dottori in Israele sullo Spirito di Dio, lui stesso lo fa notare a Nicodemo, che è un dottore della legge, ma le parole di Gesù contengono un messaggio così profondo e anche tanto profetico, che Nicodemo riesce solo a percepire.

Sappiamo che le domande di Nicodemo a Gesù son, in realtà,  un riflesso alle domande delle comunità dell’Asia Minore della fine del primo secolo, e infatti sappiamo anche che questo discorso che ci accompagna nella liturgia da ieri, faceva parte della catechesi battesimale, per questo il caro Nicodemo ci assomiglia molto, se non altro perché anche noi, come lui, abbiamo bisogno di capire che, se uno crede solo quando le cose vanno secondo i suoi propri piani o secondo le proprie aspettative, allora la sua fede non è perfetta. Perfetta è la fede di colui che si affida alla testimonianza di chi lo ha preceduto e alle sue parole, che gli risuonano nel cuore come un insegnamento di vita. Crede davvero chi lascia da parte i propri argomenti, i propri piani  e i propri interessi per donare qualcosa di sé, affidandosi alla testimonianza di chi ha saputo accogliere la salvezza in Gesù prima di lui.

Oggi quindi siamo invitati ad accogliere anche noi, nei nostri cuori, la testimonianza di Gesù Risorto, che porta sul suo corpo le piaghe della nostra salvezza. Lui, innalzato sulla croce, può guarire le nostre ferite interiori, perché solo nell’accogliere Gesù come salvatore, possiamo accogliere la vita nuova, la vera libertà nello Spirito Santo che Lui ci promette.

Buona giornata con il Vangelo di oggi (Gv 3, 7-15)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

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