La solennità di Pentecoste completa il tempo liturgico della Pasqua

La solennità di Pentecoste completa il tempo liturgico della Pasqua

di Giuliva di Berardino

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO DA UNA TEOLOGIA LITURGISTA

Gv 20, 19-23

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Oggi la liturgia ci fa celebrare la solennità di Pentecoste che completa il tempo liturgico della Pasqua. La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, è uno dei sommari che Luca ci offre per annunciare che la resurrezione di Cristo cambia la vita e lo Spirito Santo rende presente la forza trasformante della Risurrezione nella comunità dei credenti. Nella seconda lettura Giovanni, prigioniero nel carcere romano sull’isola di Patmos, racconta, nel testo tratto dal Libro dell’Apocalisse, la sua visione, dichiarando che il Risorto, apparso a lui come il Figlio dell’uomo messianico, è “il primo e l’ultimo, il vivente”.

La trasformazione del cuore e la visione del Cristo che accompagna la storia, ci offrono il senso profondo di questa liturgia solenne nella festa di Pentecoste, perché queste due realtà si compiono in noi grazie al dono dello Spirito Santo, primo e vero dono del Risorto, che, come annunciato nel Vangelo, apparso ai discepoli, venuto in mezzo a loro a porte chiuse, alitò su di loro e disse “Ricevete lo Spirito Santo”.

Lo Spirito Santo ci è presentato, quindi, in questo testo del Vangelo secondo Giovanni, come il soffio del Risorto che ridona la vita e che ci viene comunicato. Soffio divino che si manifesta in noi, nelle nostre vite, nelle nostre relazioni, perché ha la potenza di trasformare il cuore e aprire gli occhi interiori della fede alla visione del cielo.

Cogliamo, quindi, nel testo come si manifesta lo Spirito Santo: innanzi tutto, al saluto di pace del Risorto, lo Spirito Santo, il soffio creatore di Dio, dona lo Shalom, la pace; poi leggiamo che i discepoli, quando riconoscono il Signore, ricevono la gioia nei loro cuori e questa gioia è segno dell’azione luminosa dello Spirito di Dio che rende possibile la visione del Signore che mostra le sue piaghe, segno le ferite che ci portiamo addosso, visitate dalla luce dello Spirito, sono anche per noi testimonianza di risurrezione, perché ciascuno di noi credenti è una testimonianza viva della missione di quell’Amore divino, lo Spirito Santo, che, procedendo dal Padre e dal Figlio, trasfigura le ferite, riempie di senso e di luce i nostri vuoti e permette la circolazione dell’amore attraverso il perdono che salva e libera tutti. Il Risorto quindi, in questa festa di Pentecoste ci promette e ci affida il dono della libertà nello Spirito che si realizza nella liberazione dai pesi della vita, dai rimorsi dell’amore non dato e non ricevuto, dalle colpe che meritiamo a causa della nostra negligenza.

Ogni cristiano, ogni credente riceve la potenza dello Spirito Santo che libera il cuore umano e questa potenza si chiama “perdono dei peccati”, unica via che ci rende veramente spirituali, perché ci rende capaci di mettere in azione lo Spirito Santo nel nostro quotidiano. Il perdono dei peccati, opera dello Spirito Santo, il perdono reciproco, ci  libera e ci fa collaboratori di Dio e del Suo Regno, persone che si amano secondo Dio e che hanno in comune un unico fine: glorificare il Padre.

Celebriamo, allora, con gioia questo giorno di festa e ringraziamo insieme il Signore per aver mandato ciascuno di noi lì dove siamo a portare la pace, a testimoniare la gioia, a lasciar agire la potenza dello Spirito Santo non con i nostri meriti o con le nostre brillanti strategie, ma col perdono reciproco, quotidiano e costante.

In questo giorno solenne affidiamoci gli uni gli altri allo Spirito Santo e chiediamo al Risorto il dono di essere Chiesa, famiglia di Dio che continua oggi a manifestare e testimoniare i prodigi e i miracoli dello Spirito, che sono la trasformazione del cuore e la visione del Regno di Dio che viene, per realizzare, ancora oggi, in questo tempo così tormentato, una nuova Pentecoste. Buona festa a tutti voi!

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